Duplantis, alieno del salto con l’asta e personaggio: raccoglierà lui il testimone di Bolt?

Mondo Duplantis a 6.17: il salto con l’asta entra in una nuova era?

In una stagione indoor 2020 che si è ritrovata mutilata a causa dello slittamento dei Campionati Mondiali Indoor di Nanchino al 2021 causa emergenza Coronavirus, nessuno si sarebbe mai aspettato un inizio d’anno del genere nel salto con l’asta mondiale, grazie al record mondiale portato a 6,17 da Mondo Duplantis ottenuto al meeting World Indoor Tour di Torun, in Polonia.
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Il Progetto Sviluppo per il salto con l’asta in Italia

Questa la presentazione del Progetto Sviluppo FIDAL legato al salto con l’asta ed illustrata a fine 2017. Un progetto che, sotto da Direzione Tecnica di Stefano Baldini, comprende gli atleti Under 25 e tutti i settori giovanili, ed ha come obiettivo quello di far crescere gli atleti (assieme ai loro tecnici personali) e prepararli ad un’attività internazionale di alto livello. Buona lettura.

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Verso una politica di successo nel salto con l’asta in Italia: da modello “tecnico” a modello “organizzativo”

E’ stato un anno lungo ma decisamente proficuo, quello del Corso di Allenatore di IV Livello Internazionale CONI/FIDAL, che mi ha dato soprattutto la possibilità di allargare gli ambiti meramente “tecnici” del salto con l’asta, con skills manageriali, di coaching, di gestione e di organizzazione di un sistema sportivo, grazie anche ad approccio multidisciplinare all’analisi delle politiche sportive e dei fattori che contribuiscono ai successi sportivi internazionali. In continuità con la mia Tesi di Corso di Allenatore di III Livello del 2015. Tutto scaricabile, perché la conoscenza appassionata non ha segreti. Buona lettura.
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Io corro (sempre più fuori forma, ma con l’asta) per la Fondazione De Marchi!

Un anno più vecchio, qualche etto più pesante, ovviamente sempre più fuori forma. Ma non potevo mancare, anche quest’anno, di farmi una corsetta con la mia asta per la ricerca, e per i bambini”. Queste le parole che sono riuscito a sibilare al microfono dello speaker al termine dei 10,5 km della mia frazione di staffetta alla Milano Marathon. Con l’asta, ovviamente, e con attaccata come sempre la bandiera della Fondazione De Marchi, che si occupa della lotta contro le emopatie ed i tumori dell’infanzia.

Scarsa forma, sì. Impegni e pigrizia mi hanno fatto correre poco, ultimamente. Correre piano quello sì, come sempre. Ma certo non potevo dire di no che ad un’attività che faccio con grande piacere ormai da 5 anni.

Distanza di quest’anno: 10,5 km. Ad accompagnarmi stavolta c’è Giuseppe, medico sociale del Torino Calcio, grande animatore della “De Marchi” e soprattutto appassionato di tutto ciò che è resistenza: corsa, bici, nuoto. Lui si è già fatto 10 km e mi confessa che il giorno prima, in piscina, ha fatto più di 100 vasche, e che a quel punto si sente un po’ affaticato….I suoi piedi, in effetti, sono un po’ pesanti e scandiscono con rumore i suoi passi di corsa. Questo, buon per lui, mi dà grande sollievo, perché significa che non si correrà troppo forte…

Ritmo concordato: 6’00”/km. Ce la posso fare. Anzi, ce la faccio. Trovo il tempo di guardarmi intorno sul percorso e di sorridere e salutare le tante persone che ci incitano da fuori, in una giornata calda, e soprattutto in una Milano che finalmente ha accolto con favore e calore il passaggio della sua maratona.

Passano i chilometri, lenti. Faccio fatica, bevo molto, mi mangio un paio di scorze d’arancia (con la buccia: non si butta via nulla…) ma gli amici della Fondazione De Marchi che ci raggiungono sul percorso, corrono con noi e ci incitano. Tutti gli altri ci aspetteranno pochi metri prima del traguardo, per a consueta e festosa parata finale.

I chilometri passano, sempre più lunghi e faticosi. Giuseppe beve, si spruzza l’acqua in testa e, come extrema ratio, si mette una spugna sul retro del collo per tenersi fresco. Un paio di salitelle ci tagliano le gambe, in più devo tare attento ai cavi del tram, “presentando” l’asta diverse volte.

Ma ormai c’è l’arrivo: in mezzo a tante parate delle staffette che hanno fatto del bene, raccogliendo soldi per buone cause o semplicemente facendo casino per farle conoscere, ci siamo anche noi della Fondazione De Marchi. Come ogni anno. Sempre più fuori forma. Con l’asta.

De Marchi 20162
All’arrivo. Da sinistra a destra: runner ciabattato, runner con asta, runner con spugna nel collo, runner con bambino in groppa.

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