Sportweek – 5 gennaio 2019

Ciao Candido, forza Oscar!

Domenica 22 febbraio 2009 sarà ricordata forse come la giornata di “rinascita” dell’atletica italiana, grazie alle eccelse prestazioni dei vari Donato, Cerutti e nel giorno precedente di Licciardello e Galvan; tuttavia, ad essere sinceri, la nostra testa era da tutt’altra parte a causa di alcuni fatti che sfortunatamente esulano dallo sport, ma avevano a che fare con “amici” che allo sport hanno dato, o danno e daranno molto.

Candido Cannavò ci ha lasciati in mattinata. Per tutti noi compreso me, arrivato per caso al giornalismo e diventato piccolo cronista di provincia, ha sempre rappresentato quel “mito” da emulare. Ma non, come tutti i miti, distante dalla vita reale, quanto un vero e proprio esempio di enorme competenza sportiva e grande cordialità. Nella stessa giornata, siamo venuti a sapere dell’incidente in barca di Oscar Pistorius, che all’inizio sembrava assai grave ma che per fortuna se la caverà con qualche ammaccatura e tanto spavento. Giornata strana, con il destino come sempre beffardo che ha voluto accomunare due amici, due persone molto legate l’una con l’altra e che dello sport vero, pulito e sorridente hanno sempre fatto, e faranno ancora, il loro credo. Candido Cannavò è sempre stato in prima linea nella battaglia per far gareggiare Oscar Pistorius assieme a tutti gli altri atleti, per fargli perseguire quel Sogno Olimpico che è l’aspirazione di ogni atleta vero. La sua posizione, pur autorevole, poteva sembrare scomoda ad altri, ma siamo sicuri che lo faceva prima di tutto per la grande stima che riponeva per il giovane atleta, e per il suo smisurato amore per lo sport. Oscar Pistorius è ormai italiano di adozione, ama il nostro paese ed il nostro paese ama lui, e la “Gazzetta dello Sport” è per lui quasi una seconda casa.

Ottavio Missoni dedica un disegno ad Oscar Pistorius, sotto lo sguardo interessato di Candido Cannavò (foto di Manuela Merlo)

Posso dire, per mia grande fortuna, di essere amico dell’uno (Oscar), e di aver avuto l’onore di conoscere l’altro (Candido). L’occasione fu il 27 gennaio del 2008, per una cena in un locale milanese con il grande Ottavio Missoni a fare da organizzatore, in attesa del primo importante dibattito sulle sue Cheetas organizzato il giorno dopo in “Gazzetta” da Gianni Merlo. Candido Cannavò era seduto accanto a me e, sapendo del mio trascorso di saltatore con l’asta, abbiamo cominciato a parlare di atletica. La sua grande competenza non mi ha certo sorpreso, ma mi ha sicuramente strabiliato. Buon mezzofondista in gioventù, mi snocciolò tempi, nomi e classifiche con la memoria e la precisione che solo un talento può avere. Ed Oscar Pistorius, l’altro grande talento, era due posti più in là, intento a conversare con Missoni che, in gran vena artistica, gli dedicò all’istante un bellissimo acquerello disegnando sulla carta con del vino rosso…Fu una serata magica per me, che non potrò mai dimenticare.

Spesso, quando si scrive di gare, tempi e classiche si a fatica a trasmettere le emozioni di un’amicizia vera o l’ammirazione per delle persone davvero grandi. Ciao Candido, forza Oscar!

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