Warning: readfile(http://includejoomla.com/index.php) [function.readfile]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found
in /sito/templates/jsn_epic_free/index.php on line 159
In un periodo storico dove il salto con l’asta è sempre più multicolore (e ahinoi sempre meno azzurro, aspettando con trepidazione la definitiva maturazione del talento di Claudio Michel Stecchi) vale la pena raccontare una storia, una bella storia. E’ accaduta a me, qualche anno fa. Tanti diranno: sarà autoreferenziale, sarà faziosa. Ma è un fatto. Non una chiacchiera, come se ne sente tante nella nostra atletica. E’ una novella (A nice Pole Vault’s taleil titolo originale in inglese), accaduta qualche anno fa a chi scrive. E come in tutte le favole, c’è il lieto fine. Buona lettura.
“Pronto?”.
“Buonasera, signor Giannini, ha voglia di girare uno spot pubblicitario sul salto con l’asta?”
...E alla fine siamo già al terzo anno di allenamento, e di programmazione. Le esperienze delle stagioni precedenti hanno portato a delle conferme, ma anche ad alcune piccole modifiche tanto da rendere più vario (e meno "ortodosso" per certi versi) un programma che vive sempre sull'equilibrio di vari elementi fondamentali per il salto con l'asta: la corsa, la forza (potenziamento generale in questo periodo), gli elementi di ginnastica e soprattutto la tecnica e la tecnica analitica di asta. Quest'ultima, ancora una volta, nel periodo introduttivo da dividersi tra due elementi fondamentali: la sabbia e il materasso. Un periodo introduttivo come sempre di due settimane per entrare poi nella periodizzazione vera e propria. Non mi dilungo oltre: buona lettura!
Alla mia pur limitata esperienza di preparatore atletico mancava la pallavolo, l'ammetto. Non mi era mai capitato fino ad ora, e mi è capitato quest'anno, quando ho accettato di buon grado l'offerta della Florens Pallavolo Vigevano, compagine di serie B1 femminile. Sapevo bene che entrare nella pallavolo - femminile per giunta- significava andare alla scoperta di un mondo nuovo per quanto riguarda buona parte di metodologie, carichi di lavoro ed interazione con i tecnici. Il bello, però, è proprio questo: un nuovo aggiornamento, la possibilità di applicare le mie convinzioni metodologiche, tanti nuovi riscontri da valutare, e soprattutto la grande disponibilità del coach, Marco Bernardini, e di un gruppo di giocatrici che ha saputo lavorare molto bene durante tutta la preparazione. Ecco cosa ne è venuto fuori, riassunto con estrema semplicità.