Mondo Duplantis a 6.17: il salto con l’asta entra in una nuova era?

Mondo Duplantis a 6.17: il salto con l’asta entra in una nuova era?

In una stagione indoor 2020 che si è ritrovata mutilata a causa dello slittamento dei Campionati Mondiali Indoor di Nanchino al 2021 causa emergenza Coronavirus, nessuno si sarebbe mai aspettato un inizio d’anno del genere nel salto con l’asta mondiale, grazie al record mondiale portato a 6,17 da Mondo Duplantis ottenuto al meeting World Indoor Tour di Torun, in Polonia.
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Giusy Versace: la programmazione completa 2015/2016 e le Paralimpiadi di Rio

E’ stata una lunga stagione per Giusy Versace: 10 mesi di allenamenti intensi tra pista e palestra, la nuova avventura dei 400 metri (con il record italiano T43 portato a 1’02″61), un nuovo record italiano nei 200 (27″95), due medaglie ai Campionati Europei (argento nei 200 metri e bronzo nei 400) e soprattutto l’obiettivo centrato della partecipazione alle Paralimpiadi di Rio, con la finale raggiunta nei 200 metri ed una maldestra quanto sfortunata squalifica nei 400. Nel mezzo, tanto sacrificio ed una programmazione mirata all’obiettivo. Qui sotto, giorno per giorno.

Mercoledì 18 novembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenza aerobica
2x2000m progressivi rec. 12-15′

Giovedì 19 novembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Lavoro intermittente
2x2000m (100 veloci in rettilineo – 100 lenti in curva) rec. 12-15′

Venerdì 20 novembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenza aerobica
2x2000m progressivi rec. 12’

Martedì 24 novembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
-Lavoro intermittente
2x2000m rec. 12’ (100m veloce metà da metà curva – 100m lento da metà rettilineo)

Martedì 1 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
3x1000m rec. 10′

Venerdì 4 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
-Potenza aerobica
3x1000m rec. 10’

7-11 dicembre
Sistemazione nuove protesi

Martedì 15 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature e allunghi 20’

Giovedì 17 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenza aerobica
4x800m rec. 8’

Venerdì 18 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
4×12 divaricate sagittali
2x4x15 psoas con elastico

Martedì 21 dicembre – lunedì 27 dicembre
Montaggio nuovi invasi protesi

Martedì 28 dicembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenza aerobica
4x800m rec. 10’

Martedì 5 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
4×12 divaricate sagittali
-Corsa tecnica:
10x80m allunghi (nuove protesi)

Giovedì 7 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
4×12 divaricate sagittali
-Corsa tecnica:
10×80-100m allunghi (nuove protesi)

Venerdì 8 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
-Potenza aerobica
4x800m

Martedì 12 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
-Lavoro intermittente
3x1200m (100 veloci in rettilineo – 100 lenti in curva) rec. 10’

Mercoledì 13 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×15 piegamenti braccia
4×10 deltoidi
4×12 divaricate sagittali
-Corsa tecnica: 6x80m

Giovedì 14 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
-Tecnica di corsa specifica
8x40m skip
6x40m corsa con elastico dietro
5x80m tecnici

Venerdì 15 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 piegamenti braccia
-Potenza aerobica
4x800m rec. 10’

Martedì 19 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
-Lavoro intermittente:
3x1200m rec. 8’ (100m veloce metà da metà curva – 100m lento da metà rettilineo)

Mercoledì 20 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×12 deltoidi
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Tecnica di corsa
3x30m skip
7x80m allunghi tecnici

Giovedì 21 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa
-Potenza aerobica
4x600m rec. 8’

Venerdì 22 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa specifica
3x30m skip
2x30m skip con elastico dietro
2x40m skip con elastico dietro
2x40m corsa con elastico dietro
2x50m corsa con elastico dietro
2x60m corsa con elastico dietro
7x80m allunghi tecnici

Martedì 26 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida
3x (300+200) rec. 2’/8’

Mercoledì 27 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×12 deltoidi
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Tecnica di corsa
3x30m skip
7x80m allunghi tecnici

Giovedì 28 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Potenza aerobica
4x600m rec. 10’

Venerdì 29 gennaio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa specifica
3x30m skip
2x30m skip con elastico dietro
2x40m skip con elastico dietro
2x40m corsa con elastico dietro
2x50m corsa con elastico dietro
2x60m corsa con elastico dietro
7x80m allunghi tecnici

Martedì 2 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida
3x (300+200) rec. 2’/8’

Mercoledì 3 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×12 deltoidi
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Tecnica di corsa
3x30m skip
6x80m allunghi tecnici

Giovedì 4 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Potenza aerobica
4x500m rec. 8’

Venerdì 5 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 10’
8×80-100m allunghi tecnici

Martedì 9 febbraio-mercoledì 10 febbraio
Sistemazione invasi ed allineamento protesi

Giovedì 11 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 25
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa specifica
3x30m skip
2x30m skip con elastico dietro
2x40m skip con elastico dietro
2x40m corsa con elastico dietro
2x50m corsa con elastico dietro
2x60m corsa con elastico dietro

Venerdì 12 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida
3x (300+150) rec. 1’30”/10’

Martedì 16 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×12 deltoidi
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Tecnica di corsa
3x30m skip
6x40m accelerazioni

Mercoledì 17 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×20 simulazione corsa braccia con sovraccarichi
-Potenza aerobica
4x500m rec. 8’

Giovedì 18 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 25
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa specifica
2×30 – 2×40 – 2x50m skip
2×30 – 2×40 – 2x50m skip con elastico dietro
6x60m corsa tecnica

Venerdì 19 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida
3x (300+150) rec. 1’30”/10’

Martedì 23 febbraio 
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
2x4x15 psoas con elastico
4×12 deltoidi
4×12 divaricate sagittali

Mercoledì 24 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Andature varie 10’
-Potenza aerobica specifica:
2×500 3x300m rec. 10’

Giovedì 25 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
-Tecnica di corsa
2x40m – 2x50m – 2x60m skip rec. 3’ tra le coppie
5x100m corsa ampia

Venerdì 26 febbraio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida:
3x (300+120) rec. 1’30” – 8’

Martedì 1° marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Potenza aerobica specifica:
2×500 3x300m rec. 10’

Mercoledì 2 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico
-Andature varie 10’
-Velocità
6x40m accelerazioni (partenza in piedi)

Giovedì 3 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×12 deltoidi
-Resistenza lattacida:
3x (300+120) rec. 1’30” – 8’

Venerdì 4 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa
3x30m skip rapido
3x30m skip rapido con elastico
6x80m corsa tecnica in ampiezza

Martedì 8 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 30’

Mercoledì 9 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
-Resistenza lattacida
3x (300+120) rec. 1’30”/10’

Giovedì 10 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×10 ½ squat alla pressa kg 35
4×12 deltoidi
-Tecnica di corsa
3x30m skip rapido con elastico
3x30m skip rapido
6x80m allunghi tecnici in ampiezza

Sabato 12 marzo
Raduno Nazionale Paralimpica Padova

Martedì 15 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
-Potenziamento specifico:
4×12 divaricate sagittali
4×20 imitazioni corsa braccia con manubri
-Resistenza lattacida
3x(2x200m) rec. 3’/10’

Mercoledì 16 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico
-Andature varie 10’
-Velocità
6x40m accelerazioni (partenza in piedi)

Giovedì 17 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Velocità
60-80-100-120-150-200 rec. 3’-4’-5’-6’-7’

Venerdì 18 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 15’
-Tecnica di partenza
6 prove partenze senza start
6 prove partenze con start
6x80m con partenza e start

19-28 marzo
Vacanze pasquali – sistemazioni invasi
(solo ginnastica & stretching)

Martedì 29 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 15’
-Tecnica di corsa
3x30m skip rapido con elastico
3x30m skip rapido
6x(80-100m) allunghi tecnici in ampiezza

Mercoledì 30 marzo
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza lattacida
300 + 300 + 200 rec. 12’

Giovedì 31 marzo
Mercoledì 13 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico

Venerdì 1° aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature 10’
-Potenza lattacida
300-150 rec. 12’

Martedì 5 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching 15’
Andature e allunghi 15’

Mercoledì 6 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature 10’
-Potenza lattacida
300-150 rec. 12’

Venerdì 8 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching 15’

Sabato 9 aprile
Grosseto – Grand Prix Paralimpico
400m 1’04”21 (record italiano T43)

Domenica 10 aprile
Grosseto – Grand Prix Paralimpico
Staffetta 4×100 mista 1’02”29

Martedì 12-venerdì 15 aprile
Riposo – fisioterapia

Martedì 19 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (350+80) rec. 1’/12’

Mercoledì 20 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico
-Andature varie 10’

Venerdì 22 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature 10’
-Potenza lattacida
3x200m rec. 12’

Martedì 26 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza lattacida
100-150-200 rec. 12’

Mercoledì 27 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’

Giovedì 28 aprile
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Prove partenze
5 senza start
5 con start
3x30m con start
2x60m con start
1x80m con start

Sabato 30 aprile
Nembro – Campionati Regionali Fispes Open
100m: 14”81 (vento -2,6)
200m: 27”95 (vento + 1,2, record italiano T43)

Martedì 3 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
350 + 80 rec. 1’30”

Mercoledì 4 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico

Giovedì 5 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Tecnica di corsa
4x80m (2 con entrata in curva – 2 con uscita dalla curva)

Sabato 7 maggio
Pavia – fase regionale Campionati di Società FIDAL
400m: 1’02”61 (record italiano T43)

Martedì 10 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
500-300-300 rec. 12’-8’

Giovedì 12 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
3x40m skip con elastico
3x30m skip
-5x40m accelerazioni

Venerdì 13 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (200 + 150m) rec. 8’ nella serie – 14’ tra le serie

Martedì 17 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (350+80m) rec. 1’ nella serie – 15’ tra le serie

Giovedì 19 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico:
4×8 ½ squat alla pressa kg 37,5
4×12 deltoidi
2x4x15 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
4x40m skip
2x60m 2x80m progressivi

Venerdì 20 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (200+150) rec. 8’ nella serie – 10’ tra le serie

Martedì 24 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
200+150 rec. 12’ (27”6/21”8)

Giovedì 26 maggio
Orvieto – Memorial Luca Coscioni
200m 28”07

Lunedì 30 maggio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Velocità/tecnica di corsa
2x60m rec. 3’
2x80m rec. 4’
1x100m rec. 6’
1x120m rec. 6’

Martedì 31 maggio – Mercoledì 1° giugno
Riposo

Giovedì 2 giugno
Golden Gala Roma: 100m non partita causa ferita moncone

3-7 giugno
Riposo causa ferita moncone e otite

Mercoledì 8 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie e allunghi 15’

Venerdì 10 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
350 + 80 rec. 1’

Sabato 11 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie e allunghi 20’

Lunedì 13 giugno
Grosseto – Campionati Europei Paralimpici
200m: 2^ in 28”07

Martedì 14 giugno
Grosseto – Campionati Europei Paralimpici
400m: 3^ in 1’05”31

Mercoledì 15 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
5x200m rec. 6’

17-25 giugno
Enna – prove nuove protesi

Lunedì 27 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
Andature varie e allunghi 20’

Martedì 28 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Tecnica di corsa
4x30m skip
8×80 progressivi (4 in rettilineo – 4 metà curva metà rettilineo)

Giovedì 30 giugno
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
4x30m skip
4x30m skip elastico dietro
3x60m corsa (20m con elastico + 40m libera)
3x80m progressivi

Venerdì 1° luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
100-150-200-150-100 rec. 8’

Lunedì 4 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
6x200m rec. 8’

Martedì 5 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
3x40m skip
3x40m skip elastico dietro
3x60m corsa (20m con elastico + 40m libera)
4x60m progressivi

Mercoledì 6 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Partenze dai blocchi
4 partenze libere
4 partenze con start
4x50m con partenza e start dai blocchi

Sabato 9 luglio
Gara Amsterdam
200m: 29”10

Martedì 12 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
500-500-300-300m rec. 10’

Mercoledì 13 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
3x40m – 3x50m skip
6x40m accelerazioni

Giovedì 14 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
6x200m rec. 8’

Sabato 16 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 15’
-Tecnica di corsa
2×60/2×80/2x100m progressivi (anche in curva)

Lunedì 18 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
500-500-300-300m rec. 10’

Martedì 19 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×10 ½ squat alla pressa kg 35
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
2x30m skip
2x30m skip con elastico
2x40m skip
2x40m skip con elastico
2x50m skip
4x40m accelerazioni

Mercoledì 20 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
6x200m rec. 8’

Venerdì 22 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
3x30m skip
3x30m skip con elastico
3x40m corsa con elastico
3x60m corsa (20m con elastico + 40m liberi)
4x60m progressivi

Lunedì 25 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
2x30m skip
2x30m skip con elastico
2x40m skip
2x40m skip con elastico
2x50m skip
6x60m corsa tecnica

Martedì 26 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza aerobica
500-300-300-300 rec. 12’

Giovedì 28 luglio
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
3x (200+150m) rec. 8’nella serie – 12’ tra le serie

Sabato 30 luglio
Grosseto – Raduno Nazionale Fispes
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Tecnica di corsa
4x30m skip
4x30m skip con elastico
4x40m skip
4x (20m corsa con elastico + 40m corsa)
6x60m corsa tecnica

Domenica 31 luglio
Grosseto – Raduno Nazionale Fispes
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
Andature varie e allunghi 20’

Martedì 2 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza aerobica
500-300-300-300 rec. 12’

Mercoledì 3 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
-Tecnica di corsa
3x30m skip
3x30m skip con elastico
3x40m skip
3x40m skip con elastico
3x50m skip
4x60m corsa tecnica

Giovedì 4 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
3x (200+150m) rec. 8’nella serie – 10’ tra le serie

Venerdì 5 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico

Lunedì 8 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza aerobica
500-300-300 rec. 12’

Mercoledì 10 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (350 + 80m) rec. 1’ nella serie – 15’ tra le serie

Venerdì 12 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Velocità
60-80-100-120-150-200 rec. 3’-4’-5’-6’-6’

Martedì 16 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (350 + 80m) rec. 1’ nella serie – 15’ tra le serie

Giovedì 18 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
4×10 ½ squat alla pressa kg 30
-Tecnica di corsa
2x30m skip
2x40m skip
2x50m skip
6x40m accelerazioni

Venerdì 19 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
300-300-200 rec. 12’

Lunedì 22 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
300-300-200 rec. 12’

Mercoledì 24 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
2x (350+80) rec. 1’- 15’

Giovedì 25 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Potenza lattacida
300 + 150 rec. 15’

Venerdì 26 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
-Potenziamento specifico
4×12 deltoidi
2x4x20 psoas con elastico
-Prove partenze
3 partenze dai blocchi
5 partenze dai blocchi con start
-6 allunghi progressivi 60-80m

Lunedì 29 agosto
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Andature varie 10’
-Resistenza lattacida
350+80 rec. 1’

Martedì 30/mercoledì 31 agosto
Viaggio per Rio de Janeiro

Giovedì 1° settembre
Riscaldamento 10’
Stretching & mobilità 15’
Core stability 20’
Andature varie 10’
6 allunghi progressivi 60-80m

Venerdì 2 settembre
Riposo

Sabato 3 settembre
3x200m rec. 12′

Domenica 4 settembre
Riposo

Lunedì 5 settembre
300 + 150m rec. 15/20′

Martedì 6 settembre
Riposo

Mercoledì 7 settembre
100-120-150-200 rec. 6-7-8′

Giovedì 8 settembre
Riposo

Venerdì 9 settembre
Riscaldamento
Stretching
Andature
Allunghi tirati 3-4x80m (anche curva)

Martedì 10 settembre
Riposo

Mercoledì 11 settembre
Riscaldamento
Stretching
Andature

Giovedì 12 settembre
Rio De Janeiro – Paralimpiadi
Finale 400m – Squalificata

Venerdì 13 settembre
Riposo

Sabato 14 settembre
Rio De Janeiro – Paralimpiadi
Semifinali 200m – 3^ in 28”13 – qualificata alla finale

Domenica 15 settembre
Rio De Janeiro – Paralimpiadi
Finale 200m – 8^ in 28”90

Lunedì 16 settembre
Riposo

Martedì 17 settembre
Rio De Janeiro – Paralimpiadi
Batterie 100m – 6^ in 14”42

 

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(197)

Io corro (sempre più fuori forma, ma con l’asta) per la Fondazione De Marchi!

Un anno più vecchio, qualche etto più pesante, ovviamente sempre più fuori forma. Ma non potevo mancare, anche quest’anno, di farmi una corsetta con la mia asta per la ricerca, e per i bambini”. Queste le parole che sono riuscito a sibilare al microfono dello speaker al termine dei 10,5 km della mia frazione di staffetta alla Milano Marathon. Con l’asta, ovviamente, e con attaccata come sempre la bandiera della Fondazione De Marchi, che si occupa della lotta contro le emopatie ed i tumori dell’infanzia.

Scarsa forma, sì. Impegni e pigrizia mi hanno fatto correre poco, ultimamente. Correre piano quello sì, come sempre. Ma certo non potevo dire di no che ad un’attività che faccio con grande piacere ormai da 5 anni.

Distanza di quest’anno: 10,5 km. Ad accompagnarmi stavolta c’è Giuseppe, medico sociale del Torino Calcio, grande animatore della “De Marchi” e soprattutto appassionato di tutto ciò che è resistenza: corsa, bici, nuoto. Lui si è già fatto 10 km e mi confessa che il giorno prima, in piscina, ha fatto più di 100 vasche, e che a quel punto si sente un po’ affaticato….I suoi piedi, in effetti, sono un po’ pesanti e scandiscono con rumore i suoi passi di corsa. Questo, buon per lui, mi dà grande sollievo, perché significa che non si correrà troppo forte…

Ritmo concordato: 6’00”/km. Ce la posso fare. Anzi, ce la faccio. Trovo il tempo di guardarmi intorno sul percorso e di sorridere e salutare le tante persone che ci incitano da fuori, in una giornata calda, e soprattutto in una Milano che finalmente ha accolto con favore e calore il passaggio della sua maratona.

Passano i chilometri, lenti. Faccio fatica, bevo molto, mi mangio un paio di scorze d’arancia (con la buccia: non si butta via nulla…) ma gli amici della Fondazione De Marchi che ci raggiungono sul percorso, corrono con noi e ci incitano. Tutti gli altri ci aspetteranno pochi metri prima del traguardo, per a consueta e festosa parata finale.

I chilometri passano, sempre più lunghi e faticosi. Giuseppe beve, si spruzza l’acqua in testa e, come extrema ratio, si mette una spugna sul retro del collo per tenersi fresco. Un paio di salitelle ci tagliano le gambe, in più devo tare attento ai cavi del tram, “presentando” l’asta diverse volte.

Ma ormai c’è l’arrivo: in mezzo a tante parate delle staffette che hanno fatto del bene, raccogliendo soldi per buone cause o semplicemente facendo casino per farle conoscere, ci siamo anche noi della Fondazione De Marchi. Come ogni anno. Sempre più fuori forma. Con l’asta.

De Marchi 20162
All’arrivo. Da sinistra a destra: runner ciabattato, runner con asta, runner con spugna nel collo, runner con bambino in groppa.

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(173)

5,50 di asta, da junior, 20 anni fa. Il record è ancora lì.

24 settembre 1995. Allo stadio Maurice Chevalier di Cannes, per l’incontro internazionale Francia-Italia-Ucraina, tutti attendevano Jean Galfione, le roi de la perche. Arrivò con una Ferrari 250 coupé, tra due ali di folla, bello e sorridente come sempre. Tutti lo attendevano: il ragazzo bravo, belloccio e talentuoso di una Francia che amava (e ama) far bella mostra di sé.

Avrei gareggiato contro di lui: l’avevo visto e rivisto in VHS e per me era un modello da imitare. Mi tremavano le gambe al solo pensiero che avrei gareggiato con lui. Avevo 18 anni e mezzo e quella era la mia prima Nazionale assoluta, assieme a gente del calibro di Alessandro Lambruschini, Genny Di Napoli e Fabrizio Mori. Mi sentivo in forma: quell’anno avevo già portato il record italiano juniores a 5,41, e una settimana prima a Rieti avevo sfiorato i 5,45. La tensione, però, mi giocò un brutto scherzo, facendomi arrivare in terra di Francia con gambe rigide e indolenzite. Le mani esperte del fisio Daniele Parazza scacciarono indolenzimenti e timori.

24 settembre, il giorno della gara. Un bel vento favorevole sferzava la pedana di gara: cosa normale per i francesi che sono abituati giustamente a girare le pedane nella direzione giusta. Era e doveva essere la mia occasione. In tribuna, a seguirmi c’era Renzo Avogaro, il tecnico dell’asta e delle prove multiple che mi aveva visto crescere ed il cui perenne ottimismo mi infondeva grande fiducia. In pedana, accanto a me ad incitarmi, il compagno di nazionale decathleta Luciano Asta.

Inizia la gara. Misura di entrata, 5,00: fatto al primo tentativo. 5,20: facile, alla prima. 5,40: di nuovo al primo assalto. Molto bene. Si va direttamente ai 5,50. Il primo assalto è praticamente fatto, ma dimentico un braccio nella fase di svincolo e butto giù l’asticella. Non mi perdo d’animo: al secondo assalto tutti i tempi sono giusti e volo su, facile, sopra i 5,50, senza neppure sfiorare la barra. Record italiano juniores. Il pubblico, accorso numerosissimo per vedere jean Galfione, applaude caldamente. Lo stesso campione francese viene a congratularsi con me, dando ulteriore importanza alla mia impresa. Poi, sinceramente non ricordo i tentativi (sbagliati) a 5,60, come la seguente serata di baldoria con la Nazionale azzurra.

Ecco, sono passati 20 anni da quel giorno. All’epoca internet non era ancora arrivato, i telefoni cellulari pesavano mezzo chilo e servivano solo per parlare, le macchine fotografiche andavano a pellicola. Per fortuna una testimonianza è rimasta di quella bella gara. Oltre a un ricordo che non si cancellerà più e ad un record italiano junior di 5,50 che, a quanto pare, anche nell’epoca dei selfies e dei social media, è ancora saldamente al suo posto.

Cannes, 24 settembre 1995: m 5,50, Record Italiano Juniores

Cannes, 23 settembre 1995: m 5,50, Record Italiano Juniores
Cannes, 24 settembre 1995: la sequenza del mio record italiano Juniores di 5,50

(399)

Salto con l’asta: la sindrome da tre nulli in entrata

Potevi entrare più basso”.

Nel salto con l’asta, fare tre nulli alla misura di entrata, soprattutto quando si parla di una competizione a squadre dove ad ogni piazzamento corrisponde un punteggio, fa sempre male. Ma non farà mai rabbia come quando senti o leggi quella frase, rimbombante e ridondante negli anni, che fa molto bar dello sport, subito dopo la tua gara andata male. “Potevi entrare più in basso”.

L’antefatto. Qualche giorno fa la brava astista azzurra Sonia Malavisi* ha collezionato tre nulli alla misura di entrata di 3,95 nel Campionato Europeo a Squadre. Per lei è un periodo di grandi trasformazioni tecniche, che l’ha portata a sballare competamente i salti di gara, soprattutto nella parte del caricamento dell’attrezzo. Gli mancava l’avanzamento, ovvero la lunghezza del salto, e finiva a malapena sui materassi. “Poteva entrare più in basso” è stata l’analisi tecnica di molti colleghi. A me era capitato, solita storia, 16 anni fa, Coppa Europa, 3 nulli a 5 metri. Stesso sermone: “Potevi entrare più in basso”. Purtroppo, non è così.

Il salto con l’asta non è una scienza esatta. Il salto con l’asta […] racchiude però in sé un’estrema accuratezza nella tecnica di esecuzione, dalla preparazione della rincorsa fino all’atterraggio sui materassi. Una tecnica che necessita di una grande conoscenza di base da parte dell’allenatore, e che dev’essere costruita con pazienza e con dovizia negli anni assieme all’atleta all’interno di una programmazione accurata ed equilibrata. L’ho scritto, poco tempo fa, nella mia tesi da Allenatore Specialista FIDAL. Il significato è chiaro: il salto con l’asta, essendo forse la specialità più complessa dell’intero panorama sportivo, non si inventa da un giorno all’altro, e soprattutto non è una scienza esatta, esposta com’è a troppe variabili esterne (condizioni atmosferiche, durezza/lunghezza dell’attrezzo) ed interne (condizioni fisiche e soprattutto tecniche).

L’evoluzione della tecnica. A differenza delle altre specialità di salto e di lancio, l’evoluzione della costruzione tecnica del salto con l’asta porta a periodi in cui non si riesce proprio a concludere il salto (della serie: invece di saltare meno, non si salta per niente). Questo perché la fase di caricamento dell’asta, oltre che ad accumulare energia per andare più in alto, deve portare anche ad un avanzamento dell’intero sistema, e di conseguenza quando non c’è caricamento (o questo è fatto male) è probabile che non ci sia avanzamento. Risultato: si ricade sopra l’asticella, anche se la metti a 2 metri di altezza. “Potevi entrare più in basso” serve a poco.

Può capitare. Rompere e ricostruire degli schemi motori così compessi comporta dei momenti in cui l’intera struttura del salto si rompe. Se c’è un anello di carta tra gli anelli di ferro, la catena si spezza. E può capitare anche in gare importanti, nonostante in allenamento i riscontri possano essere positivi. D’altronde, per gli atleti di alto livello la condizione-gara tende spesso ad essere molto diversa da quella di allenamento. Può capitare, dunque, ma non lo facciamo apposta. A me è capitato spesso, perché la mia tecnica era molto instabile, a dispetto di buone capacità condizionali. Non è una scusa, è un fatto. Basterebbe sempre analizzare tecnicamente in maniera approfondita ogni singola gara, soprattutto con i supporti multimediali a nostra disposizione adesso. Prima di lasciarsi andare, magari, al solito “Potevi entrare più basso”.

Separare i fatti dalle opinioni. E’ uno dei concetti fondamentali di ogni giornalista. Basta saper discernere, sempre, le due cose. In questo caso.

3 nulli = fatto

“Potevi entrare più in basso” = opinione.

Questo articolo, ovviamente, è un’opinione personale corroborata da alcune considerazioni tecniche, ed è quindi confutabile qualora vengano esposti fatti e considerazioni tecniche di tipo diverso.

#

Sonia Malavisi in azione al Campionato Europeo a squadre 2015 a Cheboksary (foto Colombo/Fidal)
Sonia Malavisi in azione al Campionato Europeo a squadre 2015 a Cheboksary (foto Colombo/Fidal)

*Sonia Malavisi, 21 anni, è assieme a Roberta Bruni una delle più grandi certezze/speranze del salto con l’asta femminile in Italia. Nel 2013 ha saltato 4,42, giungendo terza ai Campionati Europei Juniores. Nel 2014 ha avuto un anno di stasi, o meglio di maturazione tecnica, fisiologico a questa età ed in questa specialità. Nel 2015 ha deciso, di concerto con il suo tecnico, di modificare radicalmente la struttura del suo salto, per ricostruirne una totalmente nuova e più performante. Esempio di lungimiranza e umiltà, nel saper investire su se stessa e sul proprio futuro rischiando qualcosa nell’immediato. Questo processo richiede tempo e pazienza, soprattutto quando in mezzo ci si mette anche qualche piccolo infortunio.

(2065)

Corro sempre (con l’asta e con Giacobbe Fragomeni) per la Fondazione De Marchi!

“Ma chi è quel pirla che va in giro per strada con un’asta?”. Domenica scorsa non ho sentito questa frase ma gli sguardi di molti passanti, tra il divertito e il compassionevole, parlavano chiaro. In una meravigliosa Milano primaverile senza le auto e la nevrastenia giornaliera lavorativa che non le rende certo giustizia. Una bella passeggiata con la mia immancabile asta, e la bandiera dei bambini della Clinica Pediatrica De Marchi, per raggiungere il punto di partenza della quarta frazione della Charity Relay alla Milano Marathon.

E poi via, 10 km abbondanti con asta per le vie di Milano, per raggiungere anche quest’anno il traguardo di solidarietà, ideale e reale, per raccogliere fondi in favore di questo ospedale che si occupa di bambini. Per il quarto anno consecutivo con l’asta, e guarda caso in un percorso semore più lungo.

Quest’anno è tornato a portarmi il testimone Giacobbe Fragomeni. Pugile, campione mondiale ma soprattutto bella persona dall’animo buono. Sono felice di vederlo e sono ancor più entusiasta quando decide di accompagnarmi fino al traguardo, facendo quindi ben due frazioni di staffetta. Partiamo, come sempre con molta calma. Le nostre chiacchiere non fanno sentire il caldo e la fatica. E poi è un piacere sentir parlare Giacobbe: del suo ultimo titolo perso, della consapevolezza che la sua carriera è quasi alla fine ma che lui ha un futuro ben chiaro e delineato: quello di fare il maestro di boxe, e soprattutti di aiutare chi ne ha bisogno. Lui che viene dalla periferia di Milano e della vita, e che ha trovato nella noble art un libro su cui scrivere una storia meravigliosa di sport e di vita. Un libro ancora aperto, che racconta oggi degli incontri con i carcerati per insegnare boxe, e della speranza di aprire un centro tutto suo, su cui calamitare gli interessi di tanti giovani, abbandonati a se stessi e dimenticati dalla nostra società, ma con tanta voglia di esprimersi attraverso lo sport sano e l’aggregazione.

Sì, sono rapito dalle parole di Giacobbe Fragomeni, tant’è che l’asta non mi pesa e non ho neppure bisogno di troppi rifornimenti. Milano è una città bella ed accogliente in queste ed in tante altre circostanze, e vedere un sacco di persone che ci incitano ai bordi della strada (nonostante continuino a guardare con curiosità questa asta che si muove…) ci gratifica e ci rende orgogliosi. Il nostro, ricordiamolo, non è certo un obiettivo sportivo, ma sappiamo che attraverso un piccolo gesto di sport si può fare molto altro!

Manca poco all’arrivo ormai. Si comincia a guardare il tabellone dei chilometri. In fondo, la fatica si fa un po’ sentire. Giacobbe ha corso 20 km, io là metà ma con oltre 6 kg di lunga zavorra…quando vediamo gli amici della Fondazione De Marchi unirsi a noi, capiamo che manca davvero poco all’arrivo. Ancora qualche passo, e ce l’abbiamo fatta. Sono felice, e mi verrebbe quasi voglia di saltare con l’asta. Poi, per fortuna, torno alla realtà e brindo con una bella birra a questa nuova impresa. W la Milano Marathon, W la Fondazione De Marchi!

FOTO DI GIANCARLO COLOMBO, ROBERTO MANDELLI (Podisti.net) e LAURA MARRA

Giacobbe Fragomeni e Andrea GianniniMilano2Milano3Milano4Milano5

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(617)

Uno sport che non mi piace

E’ l’ennesima dimostrazione di come si sia corrotto lo sport mirato esclusivamente alla caccia di medaglie e ai risultati a tutti costi“. Leggo questa frase che rimbalza oggi sui media, come corollario ad una nuova, brutta vicenda che vede ancora una volta il doping come protagonista. In un momento che vorrebbe essere di cambio epocale nel nostro paese, dove la caparbia lotta alle sostanze proibite si scontra con le molte resistenze interne e, talvolta, con errori di valutazione che rischiano di minarne la credibilità (leggi whereabouts), questa frase mi ha colpito di più di tante sentenze. Ecco il perché.

Doping come conseguenza. La frase non dice qualcosa di nuovo sul doping, ma va più in profondità. Alla radice c’è un disagio interiore, una cieca brama di riuscire, di vincere, o almeno di sopravvivere. Lo sport non è più – come nella sua accezione naturale – diporto, divertimento, ma diventa un meccanismo perverso con il quale portare a termine un disegno disonesto. Per se stessi e per gli altri.

Dove sono finiti i modelli educativi? Tutto parte da lontano. Nell’era mediatica dei Masterchef, degli X-Factor e dunque del competere (e cercare di vincere) a tutti i costi, l’obiettivo è ormai quello di arrivare al traguardo prima e meglio di tutti. Giungere al fine ignorandone i mezzi. La scuola pare ormai persa in se stessa, in parte diplomificio in parte crudele dispensatrice di compiti pomeridiani. Spazio rubato alla curiosità e alla fantasia. Spesso obblighi, difficilmente stimoli. Substrato naturale per la cultura dell’apatia, o della scorciatoia.

Lo sport che dice? Ultimamente si legge di grandi inchieste sull’antidoping. Bene. Di un nuovo sistema italiano di controllo affidato ai NAS. Benissimo. La nostra casa ha un tetto nuovo di zecca. Peccato che le fondamenta siano marce. Peccato che nelle piccole società sportive, spesso con buon senso ci mancherebbe, si è da tempo radicata la cultura del risultato, prima possibile e ad ogni costo. E qui non si tratta di doping. Troppo giovani. Magari, da grandi, si vedrà.

I dati. Nell’atletica, il mio sport di riferimento, a livello giovanile siamo forti, spesso fortissimi. Merito, vero, spesso anche dei “nuovi italiani” con il loro patrimonio generico estremamente benevolo. Ma allora perché poi siamo così scarsi a livello assoluto? Perché non contiamo più nulla a livello internazionale, nonostante gli oltre 300 atleti professionisti (leggasi militari) che sono messi nelle migliori condizioni per eccellere? Non sbagliamo qualcosa a monte? E perché i (pochi) buoni risultati sono spesso messi in discussione con accuse di doping?

Gli errori. Il termine “specializzazione precoce” è ben conosciuto, visto come uno spettro da scacciare ma poi prontamente applicato sui campi. Della serie: se nasco tondo, muoio tondo. Ma non basta. Un’altissima specializzazione ci dovrebbe essere: quella della costruzione del perfetto gesto tecnico. Dovere di un allenatore, che implica conoscenza e dedizione sul campo. Quello è il mezzo più importante, almeno a medio-lungo termine. Ma questo mezzo giustifica il nostro fine, se dobbiamo vincere un campionato under 16 o under 18. E allora lasciamo perdere la tecnica, magari facciamo qualche peso o qualche balzo in più per rinforzarci. In futuro si vedrà…

Soluzioni? Se dovessimo guardare al libro dei sogni, la proposta di Sandro Donati (“Lo sport del doping“) di creare una “Confederazione degli sport giovanili” potrebbe essere presa sul serio, o comunque valutata. Per ritrovare aspetti sociali dello sport giovanile ormai abbandonati. Per scardinare la cultura del risultato prima possibile, e ad ogni costo, e magari prevenire di cadere in tentazione sul doping e su altri trucchi. Già, libro dei sogni, purtroppo. Perché di altre soluzioni non se ne vedono. Si aborra la specializzazione precoce e poi si fanno raduni di specialità Under 16. Si considerano i giovani atleti (e i loro tecnici) solo se i loro nomi sono già nei primi posti nelle graduatorie, senza badare al loro percorso. In fondo, mutuando il buon basket, basterebbe un po’ di scouting. Scouting….e che cos’è?!?

(502)

Giuseppe Gibilisco si ritira: da oggi sarà un’altra atletica

Per ogni atleta arriva il momento in cui bisogna dire basta, e questo è il mio”. La carriera di un atleta, piccolo ma intenso scampolo di vita, ha un inizio e un termine. Fa però un certo effetto sentirlo dire da chi ha segnato la storia del salto con l’asta in Italia, e caratterizzato gran parte della carriera di chi scrive. Giuseppe Gibilisco, da oggi, sarà un uomo diverso. Non più l’atleta talentuoso e testardo che ha fatto sognare addetti gli ai lavori e gli amanti di questo sport. Ma anche la persona capace di grandi imprese, di percorsi difficili e di caparbie risalite, che in due anni (2003-2004) ha avuto il merito di vincere un oro mondiale e un bronzo olimpico, per poi cadere e rialzarsi tante volte.

Foto Colombo/Fidal
Foto Colombo/Fidal

Ho la presunzione di averlo conosciuto bene bene, Giuseppe Gibilisco. Ragazzo e poi uomo dal carattere duro e spigoloso, ma sempre capace di essere generoso. Ne ho sempre ammirato la totale dedizione all’atletica leggera e al salto con l’asta, ne ho invidiato i livelli tecnici e prestativi raggiunti, ma rivendico con orgoglio un percorso comune fatto assieme tanti anni fa. A Formia, centro tecnico oggi ormai quasi dimenticato, dove lui ha costruito i suoi successi e anch’io ho provato – non riuscendoci – a diventare un campione. Una bella storia fatta di fatica, di rinunce, di duri allenamenti quotidiani, ma ampiamente ripagata dai risultati, da tanti bei viaggi in giro per il mondo e dalla consapevolezza di poter fare quello che avevamo sempre sognato: gli sportivi professionisti. Ma la sua dedizione, in quegli anni sotto lo sguardo vigile di Vitaly Petrov, superava quella di tutti noi, ricordando sovente quella ossessiva di un altro grandissimo che sempre a Formia aveva fatto la sua casa: Pietro Mennea.

Poi gli anni sono passati, e mentre la mia carriera si avviava alla conclusione, la sua ha preso strade nuove e diverse. La separazione traumatica dal suo mentore Vitaly Petrov nel 2005, la ricerca di nuove vie per migliorare ancora, e poi quella brutta storiaccia di doping, dal quale ne è poi uscito pulito ma che gli ha forse rubato gli anni migliori di carriera. Tre Olimpiadi affrontate con alterne fortune, il ritorno ad alti livelli agli Europei di Barcellona 2010 (quarto con 5,75), tanti infortuni, la nuova collaborazione (poi di nuovo interrotta) con Vitaly Petrov e gli ultimi due anni fatti di picchi (la vittoria ai Giochi del Mediterraneo 2013 con 5,70, misura fatta anche quest’anno) e di difficili cadute (i tre nulli in qualificazione ai Mondiali di Mosca dello scorso anno, e quelli di pochi giorni fa agli Europei di Zurigo).

E’ stata una lunga storia. Una storia di atletica e di salto con l’asta. Che ci può piacere o meno, ma che non dobbiamo dimenticare. Da oggi, sarà un’altra storia.

Giochi del Mediterraneo Tunisi 2001: primo e secondo
Giochi del Mediterraneo Tunisi 2001: primo e secondo

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Quando la preparazione è “atletica”: il minestrone all’italiana

“Prendete un calciatore fresco. Ponetelo su di uno spazio erboso oppure su una superficie artificiale. Aggiungete gradualmente delle tavole propriocettive, tagliate degli elastici ed affettate dei traini leggeri. Sminuzzate il tutto in piccole ripetute ad abbassate la densità dell’allenamento per non rischiare di bruciare il contenuto. Controllate il tutto con la telemetria, mantenendo la frequenza costantemente moderata. Bollite il tutto a bassa intensità, aggiungendo a piacere qualche addominale e un pizzico di stretching. In poco più di mezz’ora il vostro minestrone è pronto”.

Parafrasando un masterchef qualsiasi (dove peraltro, in tal caso, l’eccellenza conta) il giorno dopo un’amara e prematura uscita di scena della Nazionale azzurra dai Mondiali 2014 che ha portato a dimissioni, recriminazioni e processi, vale la pena soffermarsi sull’unico aspetto che la mia scarsa esperienza può constatare: l’inconsistenza della preparazione atletica nel calcio italiano.

Tutto ciò non è certo un atto d’accusa nei confronti dello staff azzurro, che a mio avviso può ben poco influire nei brevi ritiri invernali e pre-torneo, quanto una constatazione generale su come nel calcio italiano sia quasi totalmente assente una cultura del lavoro e dello sviluppo delle capacità condizionali. a meno che non si vogliano prendere per buone le scuse sul caldo tropicale brasiliano, che i giocatori della Costarica sono abituati ad un clima simile e che quelli dell’Uruguay abitano poco lontano…

Troppo spesso – e troppo frettolosamente – si sente dire che i tradizionali mezzi di allenamento dell’atletica leggera non sono adatti al calcio, senza alcun distinguo, senza una letteratura specifica che lo dimostri e soprattutto se dettati dalla paura di intaccare un sistema che si basa ormai solo sul mantenimento e sul controllo della condizione fisica esistente, anziché sulla programmazione e sul processo di costruzione della performance. Un processo in cui, passo dopo passo, i mezzi di controllo hanno soppiantato i mezzi di allenamento. Dove la falsa cultura della prevenzione degli infortuni è diventata una scusa per non allenare a fondo le capacità condizionali. Dove la fatica si fa sì in partita, ma non la si costruisce in allenamento. Dove i dati telemetrici sulle distanze percorse in campo, trionfalmente quanto intempestivamente decantati da qualche troppo ottimista collega della stampa dopo l’effimera vittoria contro l’Inghilterra, hanno dimostrato di avere ben poca attinenza con la reale condizione fisica dei giocatori, e discutibile applicazione del suo processo di sviluppo e costruzione. ma, si sa, la tecnologia al giorno d’oggi ha il suo grande appeal, ed è sempre più faticoso rinunciarvi. Anche a costo di sacrificare la vecchia cara metodologia, quella che si studia ancora sui testi universitari e che ancora applicano quei matusa dei tecnici di atletica. Per fortuna.

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