Heysel – la verità di una strage annunciata

E’ un libro che fa male. Molto male. Soprattutto perché è scritto molto, troppo bene da Francesco Caremani, che con la dovizia del giornalista vero ma anche con il dolore e la partecipazione di chi, quella storia, in qualche modo l’ha vissuta. In prima persona, in parte, ma anche con il senso di responsabilità di stare accanto a chi, la verità, l’ha sempre ricercata.

Heysel – La verità di una strage annunciata ripercorre con estrema precisione non solo quanto accadde quella maledetta notte di Bruxelles del 29 maggio 1985 quando, in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, 39 tifosi bianconeri morirono schiacciati e soffocati dalla calca, sotto i colpi degli hooligans inglesi e con la connivenza decisiva delle autorità e della polizia belghe. Un fatto di cronaca che ancora oggi fa male e crea imbarazzo a chi, sotto il falso nome dello sport, non ha avuto il coraggio di sospendere quel maledetto match (vinto dalla Juventus) e di andare a fondo verso la verità e la giustizia.

Giustizia e verità. A dire il vero, qualcuno c’è andato: Otello Lorentini, padre di Roberto che morì in quella tragica notte cercando di salvare altre persone dalla furia cieca degli ultrà inglesi. Lorentini, accompagnato dall’emozionante quanto partecipata narrazione di Caremani, ripercorre tutte le tappe dal giorno in cui la tragedia si è verificata a tutti i passaggi successivi, attraverso anni di dure battaglie, vane attese, cocenti delusioni, ottusi silenzi ma anche importanti e significative vittorie, nella costante ricerca di giustizia e verità in nome degli figlio Riccardo e delle altre 38 vittime innocenti.

Le responsabilità. Il libro, con precisione, rigore e intransigenza ripercorre tutte le tappe processuali che si sono succedute negli anni dopo la tragedia. Un percorso lunghissimo che ha portato alla condanna dei responsabili (in primis, le autorità belghe ma anche quelle calcistiche del tempo) ma anche attraverso omissioni, insabbiamenti e depistaggi. Tutto perfettamente documentato nel libro, con la perizia del vero giornalista che cita fonti certe e attendibili, esprimendo opinioni ( e ci mancherebbe altro) se non dopo la dimostrazione oggettiva di fatti e passaggi realmente accaduti.

Un atto d’amore. Come scritto nell’emozionante prefazione di Walter Veltroni “Questo libro è un grande atto d’amore verso trentanove innocenti, e un monito a non perdere la strada dell’umanità e della pietas.” Per non dimenticare, neppure oggi, a più di trent’anni di distanza. E per insegnare alle nuove generazioni tolleranza, voglia di giustizia e amore per lo sport vero.

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Francesco Caremani, Giornalista Professionista Freelance, scrittore, marito, padre, amico.

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