Gazzetta.it – 1° giugno 2016. Paralimpici, Giusy Versace corre verso Rio: “Una medaglia? Intanto spero di esserci”

Ripubblico con grande piacere l’articolo uscito il 1° giugno 2016 su Gazzetta.it a firma di Sebastian Donzella. Qui l’articolo originale.
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Giusy Versace futura star di Rio. Non perché simpatica, bella o famosa. Ma perché vincente: la sprinter paralimpica calabrese, infatti, è tra le candidate per una medaglia ai prossimi Giochi Paralimpici. La regina di Ballando con le Stelle, al momento, è tra le atlete biamputate più veloci al mondo sui 400 metri. Il suo record italiano con il tempo di 1’02”61, realizzato venti giorni fa a Pavia, le avrebbe permesso di conquistare la medaglia d’argento ai Mondiali di Doha del 2015. Ma la diretta interessata, a caccia della prima partecipazione alle Paralimpiadi, preferisce volare basso: “Sarebbe una grandissima vittoria già il fatto di essere a Rio. La mia medaglia più grande nella vita l’ho già presa il giorno in cui mi sono alzata dalla sedia a rotelle. La mia vittoria è sapere che altri trovano spunto dalla mia storia e non si chiudono più in casa ma provano a prendere la vita a morsi come ho fatto io. È vero che non posso far finta di nulla e non sapere che sui 400 metri ho realizzato dei tempi importanti che io stessa non avrei mai pensato di fare. Ed è anche vero che gareggiare sotto le insegne delle Fiamme Azzurre ti riempie di responsabilità. Ma non ho l’ansia della medaglia e, soprattutto, la convocazione non è ancora certa, solo a luglio la federazione prenderà le sue decisioni. A Londra ci rimasi male a essere riserva, quindi io continuo con serietà e costanza ad allenarmi, sperando nella chiamata”.
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EUROPEI A GROSSETO — Ecco perché gli Europei Paralimpici di Grosseto, in programma dal 10 al 16 giugno, saranno un banco di prova fondamentale per le ambizioni di Giusy, considerando che campionessa e vice-campionessa mondiali dei 400 metri sono rispettivamente una francese e una tedesca: “Sarà una bella occasione per correre tra il pubblico amico e per sfidare atlete di alto rango. Inoltre dovrei correre anche i 200 metri, altra mia specialità (detiene il record italiano, ndr). A prescindere dai risultati, una manifestazione di tale portata è una grande possibilità per tutti gli italiani e, in particolare, per i toscani: invitiamo tutti allo stadio “Zecchini” per tifare la nostra Nazionale e soprattutto perché lo sport paralimpico, dal vivo, è semplicemente spettacolare. Per questo mi auguro di gareggiare in uno stadio pieno”. Un exploit, quello sui 400 metri, figlio di grandi sacrifici: “Ho sempre corso i 100 e i 200 metri, gare secche e da vivere tutte d’un fiato. Il giro di pista, invece, è un misto tra velocità e resistenza. Si tratta di una gara che bisogna gestire bene di testa per evitare di rimanere senza fiato. Inoltre è difficile mantenere assetto e postura: le gambe non sono telecomandate, sono io a guidarle. E farlo con l’acido lattico che ti pervade può essere devastante. È una specialità, insomma, che impari solo facendola. Io però ho disputato solo due gare sui 400 metri, la scommessa è ripetermi e, nel contempo, migliorarmi. E in questo è stato e continua a essere fondamentale il mio allenatore, Andrea Giannini”. Un tecnico, Giannini, che ha colto in pieno l’insegnamento del mitico mister Vujadin Boskov. Per l’indimenticato tecnico della Sampdoria campione d’Italia, “L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto”. E Giusy lo conferma: “Andrea non ha pietà di me. Io abito a Milano e mi alleno a Vigevano. In inverno a volte lo chiamavo per dirgli ‘Qui diluvia, lì?’. Lui rispondeva ‘Portati un k-way’. In altre occasioni, invece, arrivavo stanca perché la sera prima avevo condotto fino a tardi la ‘Domenica Sportiva’. Gli facevo notare la cosa e la sua risposta, nel migliore dei casi, era ‘Problemi tuoi’. A volte mi chiedevo chi me lo facesse fare: molti atleti paralimpici non sono pagati per correre e per allenarti devi sacrificare tanto tempo personale. La gente mi vede ridere in TV ma non vede come vivo la settimana: la responsabilità di guidare una delle trasmissioni più longeve la domenica e il lunedì, macinare kilometri in macchina dal martedì al venerdì e il sabato, sopravvissuta al tour de force, a fare la spesa. Eppure Andrea era così duro perché aveva previsto tutto: mentre io ancora pensavo che arrivare al traguardo sarebbe stato già tanto, lui aveva intuito che avrei ottenuto certi risultati e certi tempi. È stato lui a propormi la distanza dei 400 metri: se mai arriverà una medaglia in questa specialità, un pezzo non potrà che essere suo”.
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IL TECNICO — Ad Andrea Giannini, grande promessa in gioventù nel salto con l’asta, adesso allenatore di successo (fu il tecnico anche di Oscar Pistorius) e neopapà di Sofia, abbiamo chiesto da dove è nata questa intuizione: “Diciamo che tanti piccoli pezzettini si sono messi insieme. I 400 metri, a livello mondiale, sono praticamente venuti fuori dal nulla. A Londra non si erano corsi e a Doha non sapevamo nemmeno ci fossero. Inoltre avevo già allenato Pistorius che su questa distanza riuscì anche a raggiungere le Olimpiadi. Infine anche la mia compagna, Manuela Merlo, faceva i 400 metri ad alto livello. Ho unito i pezzi, ho visto che Giusy poteva gareggiare con le più forti al mondo e mi son chiesto perché non provarci. All’inizio lei era un po’ scettica, adesso ha una maggiore consapevolezza delle sue forze. In vista degli Europei abbiamo incrementato il numero di allenamenti settimanali, senza contare che la fine dell’esperienza alla ‘Domenica Sportiva’ aiuterà la qualità degli allenamenti. Ma comunque Giusy non riesce a stare con le mani in mano, deve sempre fare qualcosa. Per fortuna è puntuale, precisa e concentrata. La sua particolare condizione non è una scusa, si allena esattamente come gli altri atleti di altre discipline. E non le regalo assolutamente nulla. Anche perché, dopo la delusione di Londra, non può fallire l’appuntamento con Rio. Non sappiamo ancora se sarà convocata però, risultati alla mano…”.
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Sebastian Donzella 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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