5,50 di asta, da junior, 20 anni fa. Il record è ancora lì.

24 settembre 1995. Allo stadio Maurice Chevalier di Cannes, per l’incontro internazionale Francia-Italia-Ucraina, tutti attendevano Jean Galfione, le roi de la perche. Arrivò con una Ferrari 250 coupé, tra due ali di folla, bello e sorridente come sempre. Tutti lo attendevano: il ragazzo bravo, belloccio e talentuoso di una Francia che amava (e ama) far bella mostra di sé.

Avrei gareggiato contro di lui: l’avevo visto e rivisto in VHS e per me era un modello da imitare. Mi tremavano le gambe al solo pensiero che avrei gareggiato con lui. Avevo 18 anni e mezzo e quella era la mia prima Nazionale assoluta, assieme a gente del calibro di Alessandro Lambruschini, Genny Di Napoli e Fabrizio Mori. Mi sentivo in forma: quell’anno avevo già portato il record italiano juniores a 5,41, e una settimana prima a Rieti avevo sfiorato i 5,45. La tensione, però, mi giocò un brutto scherzo, facendomi arrivare in terra di Francia con gambe rigide e indolenzite. Le mani esperte del fisio Daniele Parazza scacciarono indolenzimenti e timori.

24 settembre, il giorno della gara. Un bel vento favorevole sferzava la pedana di gara: cosa normale per i francesi che sono abituati giustamente a girare le pedane nella direzione giusta. Era e doveva essere la mia occasione. In tribuna, a seguirmi c’era Renzo Avogaro, il tecnico dell’asta e delle prove multiple che mi aveva visto crescere ed il cui perenne ottimismo mi infondeva grande fiducia. In pedana, accanto a me ad incitarmi, il compagno di nazionale decathleta Luciano Asta.

Inizia la gara. Misura di entrata, 5,00: fatto al primo tentativo. 5,20: facile, alla prima. 5,40: di nuovo al primo assalto. Molto bene. Si va direttamente ai 5,50. Il primo assalto è praticamente fatto, ma dimentico un braccio nella fase di svincolo e butto giù l’asticella. Non mi perdo d’animo: al secondo assalto tutti i tempi sono giusti e volo su, facile, sopra i 5,50, senza neppure sfiorare la barra. Record italiano juniores. Il pubblico, accorso numerosissimo per vedere jean Galfione, applaude caldamente. Lo stesso campione francese viene a congratularsi con me, dando ulteriore importanza alla mia impresa. Poi, sinceramente non ricordo i tentativi (sbagliati) a 5,60, come la seguente serata di baldoria con la Nazionale azzurra.

Ecco, sono passati 20 anni da quel giorno. All’epoca internet non era ancora arrivato, i telefoni cellulari pesavano mezzo chilo e servivano solo per parlare, le macchine fotografiche andavano a pellicola. Per fortuna una testimonianza è rimasta di quella bella gara. Oltre a un ricordo che non si cancellerà più e ad un record italiano junior di 5,50 che, a quanto pare, anche nell’epoca dei selfies e dei social media, è ancora saldamente al suo posto.

Cannes, 24 settembre 1995: m 5,50, Record Italiano Juniores

Cannes, 23 settembre 1995: m 5,50, Record Italiano Juniores

Cannes, 24 settembre 1995: la sequenza del mio record italiano Juniores di 5,50

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One Response to 5,50 di asta, da junior, 20 anni fa. Il record è ancora lì.

  1. Paolo ha detto:

    Sensazioni e emozioni vissute con la massima partecipazione e l’orgoglio di coloro che ……. io c’ero …..io lo vonosco !!!!!!! E oggi dopo 20 anni le emozioni riaffiorano come allora e più di allora! !!!!! Grazie e ciao Andre !!!!!!

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