Corro sempre (con l’asta e con Giacobbe Fragomeni) per la Fondazione De Marchi!

“Ma chi è quel pirla che va in giro per strada con un’asta?”. Domenica scorsa non ho sentito questa frase ma gli sguardi di molti passanti, tra il divertito e il compassionevole, parlavano chiaro. In una meravigliosa Milano primaverile senza le auto e la nevrastenia giornaliera lavorativa che non le rende certo giustizia. Una bella passeggiata con la mia immancabile asta, e la bandiera dei bambini della Clinica Pediatrica De Marchi, per raggiungere il punto di partenza della quarta frazione della Charity Relay alla Milano Marathon.

E poi via, 10 km abbondanti con asta per le vie di Milano, per raggiungere anche quest’anno il traguardo di solidarietà, ideale e reale, per raccogliere fondi in favore di questo ospedale che si occupa di bambini. Per il quarto anno consecutivo con l’asta, e guarda caso in un percorso semore più lungo.

Quest’anno è tornato a portarmi il testimone Giacobbe Fragomeni. Pugile, campione mondiale ma soprattutto bella persona dall’animo buono. Sono felice di vederlo e sono ancor più entusiasta quando decide di accompagnarmi fino al traguardo, facendo quindi ben due frazioni di staffetta. Partiamo, come sempre con molta calma. Le nostre chiacchiere non fanno sentire il caldo e la fatica. E poi è un piacere sentir parlare Giacobbe: del suo ultimo titolo perso, della consapevolezza che la sua carriera è quasi alla fine ma che lui ha un futuro ben chiaro e delineato: quello di fare il maestro di boxe, e soprattutti di aiutare chi ne ha bisogno. Lui che viene dalla periferia di Milano e della vita, e che ha trovato nella noble art un libro su cui scrivere una storia meravigliosa di sport e di vita. Un libro ancora aperto, che racconta oggi degli incontri con i carcerati per insegnare boxe, e della speranza di aprire un centro tutto suo, su cui calamitare gli interessi di tanti giovani, abbandonati a se stessi e dimenticati dalla nostra società, ma con tanta voglia di esprimersi attraverso lo sport sano e l’aggregazione.

Sì, sono rapito dalle parole di Giacobbe Fragomeni, tant’è che l’asta non mi pesa e non ho neppure bisogno di troppi rifornimenti. Milano è una città bella ed accogliente in queste ed in tante altre circostanze, e vedere un sacco di persone che ci incitano ai bordi della strada (nonostante continuino a guardare con curiosità questa asta che si muove…) ci gratifica e ci rende orgogliosi. Il nostro, ricordiamolo, non è certo un obiettivo sportivo, ma sappiamo che attraverso un piccolo gesto di sport si può fare molto altro!

Manca poco all’arrivo ormai. Si comincia a guardare il tabellone dei chilometri. In fondo, la fatica si fa un po’ sentire. Giacobbe ha corso 20 km, io là metà ma con oltre 6 kg di lunga zavorra…quando vediamo gli amici della Fondazione De Marchi unirsi a noi, capiamo che manca davvero poco all’arrivo. Ancora qualche passo, e ce l’abbiamo fatta. Sono felice, e mi verrebbe quasi voglia di saltare con l’asta. Poi, per fortuna, torno alla realtà e brindo con una bella birra a questa nuova impresa. W la Milano Marathon, W la Fondazione De Marchi!

FOTO DI GIANCARLO COLOMBO, ROBERTO MANDELLI (Podisti.net) e LAURA MARRA

Giacobbe Fragomeni e Andrea GianniniMilano2Milano3Milano4Milano5

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