Evoluzione di un saltatore con l’asta: dal reclutamento all’elevata qualificazione

La mia tesi del corso di Allenatore Specialista FIDAL 2013-2015, un estratto frutto del mix di esperienze di atleta prima, e di allenatore poi. Scaricabile anche dal web, perché la conoscenza appassionata non ha segreti. Buona lettura.

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Evoluzione di un saltatore con l’asta: dal reclutamento all’elevata qualificazione – analisi e ipotesi di programmazione

Premessa

Allenare una specialità tecnicamente complessa come il salto con l’asta è già di per sé un compito non certo semplice; accompagnare un atleta nella sua crescita e nella sua evoluzione tecnica, strutturale e psicologica è soprattutto una scommessa, ma allo stesso modo un’esperienza esaltante, unica e formativa per l’atleta e l’allenatore stesso. Un’esperienza che non capita spesso nella vita di un tecnico, vista la fisiologica dispersione di atleti che abbandonano già dalle categorie giovanili, oppure per la scelta di molti allenatori di prendere e gestire atleti già evoluti o lavorare solo sui più giovani, saltando quindi molti di questi passaggi.

La mia esperienza personale

Il mio ventennale trascorso da atleta è senza dubbio un bagaglio ricco quanto ingombrante. Un record personale di 5,65, tante maglie azzurre tra cui quella ai Campionati Mondiali, in Coppa Europa, alle Universiadi ed ai Giochi del Mediterraneo vinti nel 2001, un record italiano Junior a 5,50 tuttora in mio possesso, sono ricordi che rendono orgoglioso ed al tempo stesso danno autorevolezza e responsabilità al mio ruolo di allenatore. Tuttavia sarebbe sbagliato basarsi solo sul mio trascorso, un po’ perché l’immagine di “vecchia gloria” rischia di essere un po’ trita e patetica agli occhi dei giovani, ma soprattutto perché nell’atletica, come nello sport, ognuno ha il diritto di avere il proprio percorso evolutivo tecnico, fisico e della personalità. In questo senso i trascorsi all’ISEF di Firenze, i corsi FIDAL ma anche la tante esperienze negli altri sport come preparatore atletico si sono rivelate decisive per uno sviluppo tout-court dell’attvità di coach. Allo stesso modo, tecnica e metodologia si evolvono in continuazione, rendendo necessarie una continua formazione ed un proficuo scambio di idee con amici e colleghi di tutto il mondo.

Obiettivo: saltare bene

Il salto con l’asta, in fisica, può essere definito come la trasformazione di energia cinetica (rincorsa) in energia potenziale (caricamento dell’asta). Questo schema estremamente sintetico racchiude però in sé un’estrema accuratezza nella tecnica di esecuzione, dalla preparazione della rincorsa fino all’atterraggio sui materassi. Una tecnica che necessita di una grande conoscenza di base da parte dell’allenatore, e che dev’essere costruita con pazienza e con dovizia negli anni assieme all’atleta all’interno di una programmazione accurata ed equilibrata. Senza aver fretta di arrivare al risultato in poco tempo, e senza abusare dello sviluppo smodato di capacità condizionali in tenera età, accompagnando il naturale sviluppo fisico e psicologico dell’atleta. L’obiettivo dev’essere altresì quello di fornire al proprio atleta i migliori strumenti per dare il massimo di se stesso, ed allo stesso tempo vivere in un ambiente costruttivo e confortevole.

Il reclutamento

Negli ultimi anni il reclutamento in atletica si è fatto più difficoltoso, a causa della concorrenza sempre più ampia degli altri sport e soprattutto del deterioramento del legame diretto con il mondo della scuola. Occorre dunque un modello nuovo di reclutamento, basato soprattutto su un’offerta globale di tutte le specialità dell’atletica, inizialmente attraverso un modello ludico ma sempre con un livello tecnico alto e ben definito. In parole povere: provare di tutto ma con grande accuratezza. Allo stesso modo, dev’essere compito dei tecnici, unito alle loro capacità di scouting e ad un’ottima dose di buon senso, capire verso quale specilità (o gruppi di specialità) indirizzare i giovani. In tal senso, è fondamentale la perfetta organizzazione delle società di atletica, unita ovviamente alla preparazione dei loro tecnici.

I requisiti per un saltatore con l’asta “futuribile” possono essere a grandi linee questi:

  • Ottime capacità di corsa (ritmo, velocità)
  • Buone capacità di stacco (coordinazione, reattività)
  • Propensione all’acrobaticità
  • Buona forza generale di base, soprattutto per quanto riguarda gli arti superiori
  • Flessibilità e mobilità articolare, soprattutto del cingolo scapolo-omerale
  • Disponibilità mentale nella risoluzione di problemi tecnici complessi
  • Disponiblità mentale ad intraprendere un percorso di medio-lungo periodo

La letteratura ci dice che la migliore età per iniziare il salto con l’asta è attorno agli 11-12 anni, ovviamente integrandolo ad altre specialità dell’atletica leggera. A questa età il giovane atleta ha raggiunto di solito un ottimo livello di capacità coordinative e motorie, ha un’ottima propensione per l’acrobaticità e per le attività più “spericolate” e infine, cosa ancor più vantaggiosa, la forza è assai poco o per nulla sviluppata, non essendo ancora stato raggiunto, nella maggior parte dei casi, lo sviluppo puberale. Ci sono però numerose eccezioni. A livello femminile, infatti, capita sempre più spesso di trovare ex-ginnaste che arrivano al salto con l’asta in età tarda, spesso perché “in uscita” dalla loro disciplina sportiva che è invece molto precocizzante. Queste atlete hanno in genere poche capacità di corsa (non avendola mai allenata) ma grande velocità di apprendimento in un gesto la cui costruzione ha molti punti in comune con la preparazione della ginnastica. E’ chiaro che, in quel caso come in molti altri, bisognerà adattare la preparazione a seconda dele esigenze costrunedo, oltre ad un buon salto globale, una capacità ritmica e di efficienza della rincorsa.

Strumenti necessari per l’allenamento del salto con l’asta

  1. Strutture: pedana di salto con l’asta (meglio se al coperto), attrezzi per la ginnastica, pista, pedane e palestra per la muscolazione
  2. Disponibilità di tempo dell’allenatore, anche nel lungo periodo
  3. Capacità tecnica dell’allenatore (“insegnare” il gesto e “costruire” la condizione fisica)
  4. Ambiente favorevole, da condividere con altri compagni/gruppi soprattutto nelle categorie giovanili
  5. Motivazioni dell’atleta nel raggiungimento dei vari obiettivi

Pianificazione di un allenamento pluriennale: i punti chiave

In un lungo percorso da condividere con un atleta ci devono essere:

  1. Preparazione tecnica accurata sin dalle categorie giovanili
  2. Preparazione fisica globale nelle categorie giovanili
  3. Preparazione fisica specifica nelle categorie assolute
  4. Specializzazione tardiva (parziale nella categoria Allievi, totale dalla categoria Junior)
  5. Obiettivi tecnici e ludici nelle categorie giovanili, obiettivi prestativi nelle categorie agonistiche
  6. Psicologia e coaching

I mezzi di allenamento

Tecnica e tecnica analitica

In un saltatore con l’asta, la tecnica di esecuzione rappresenta l’elemento più importante di tutta la programmazione. E’ chiaro, quindi, che il lavoro di tecnica sia oggetto di un continuo studio minuzioso dei movimenti, gesti assai complessi e difficilmente assimilabili tra loro, da parte dell’atleta e del suo allenatore in tutta la loro carriera.

Obiettivi generali nell’evoluzione della tecnica:

  • Costruire nel tempo una rincorsa stabile, con particolare attenzione alla ritmica, alla tecnica di corsa e alla posizione corretta di corpo e asta.
  • Perfezionare l’impostazione e la velocità della rincorsa soprattutto in funzione della sua ultima parte, ovvero della presentazione dell’asta, dov’è necessaria una perfetta sincoronia tra i vari segmenti corporei, e soprattutto una corretta esecuzione del movimento che precede il caricamento dell’asta.
  • Creare più spazio possibile tra atleta ed asta al momento del caricamento dell’asta, sia come conseguenza di una corretta presentazione, sia riuscendo a sentirsi sin dall’inizio distanti dall’attrezzo, permettendo dunque il suo corretto avanzamento del sistema corpo-asta in senso sagittale. In questo senso, sin dai primi rudimenti di tecnica è necessario rimuovere l’attitudine spesso naturale di “tirare” a sé l’asta.
  • Fare attenzione, dopo l’uscita dallo stacco, a non fare con il corpo un’oscillazione troppo ampia, che porterebbe il baricentro troppo in avanti o in basso rispetto all’asta, la quale non avanzerebbe a sufficienza, e che non permette successivamente di controllare il movimento e di rendere effeciente il salto.
  • Eliminare un rovesciamento troppo anticipato sull’asta durante la raccolta-infilata. Questo è un errore che porta alla diminuzione dell’ampiezza del salto e ad un abbassamento del centro di gravità del saltatore rispetto all’asticella.
  • Allungare il più possibile il tempo dell’infilata (soprattutto nelle categorie giovanili) per evitare di andare a cercare l’asticella in orizzontale (concetto di “salto assoluto”)

E’ chiaro quindi che, per la sua fondamentale importanza, ma anche per l’evidente complessità, il lavoro di tecnica svolga un ruolo basilare nella carriera e nella programmazione pluriennale di un astista. Questo vale anche per tutti i periodi della programmazione annuale, compresi quelli preparatori dove possono già entrare in gioco soprattutto elementi analitici, ovvero esercizi specifici ed approfonditi per ciascuna parte del salto.

Per quanto riguarda la tecnica di salto in pedana, si possono distinguere sin da subito esercizi ad asta rigida ed esercizi ad asta flessa. I primi, molto utilizzati nelle scuole dell’est Europa, hanno come scopo quello di migliorare il tempo e l’efficacia della presentazione, ovvero il momento in cui l’asta passa dalla fase di rincorsa all’inizio del suo caricamento, e si fanno con rioncorse da 2 a massimo 8 passi. Gli esercizi ad asta flessa, invece, richiamano in maniera più netta il gesto globale del salto con l’asta, sono molto usati nelle scuole occidentali (soprattutto in Francia e USA) e per questo si possono utilizzare anche con rincorse brevissime, se si hanno a disposizione aste tenere. A seconda del grado di evoluzione dell’atleta, queste esercitazioni si possono dosare anche in base agli obiettivi contingenti e specifici. E’ chiaro che i primi rudimenti di salto con l’asta saranno dati con esercitazioni asta asta rigida, per poi passare ad asta flessa una volta compreso in movimento di oscillazione, caricamento e spinta dell’asta. In una programmazione annuale di un atleta tecnicamente maturo, si può lavorare sin da subito sia ad asta rigida, con rincorse di 2-4-6 passi, sia sull’asta flessa partendo però da 6-8, anche a seconda dell’approccio tecnico e filosofico dell’allenatore, degli obiettivi tecnici del periodo ed ovviamente dell’età e dello stato evolutivo tecnico dell’atleta. L’importante, all’inizio, è riuscire a lavorare a bassa velocità ed a intensità ridotta per sentire al meglio un corretto gesto tecnico e fissarlo nel proprio schema motorio. La tecnica nei periodi successivi sarà infatti molto condizionata da questo approccio. Nei salti ad asta rigida si cura soprattutto il passaggio della mano destra ed il corretto tempo della presentazione, oltre che alla prima parte del contromovimento e dell’infilata, mentre in quelli ad asta flessa ci si concentra più sul corretto caricamento dell’attrezzo e sulle fasi successive del salto. L’utilizzo di rincorse brevi, oltre a migliorare il controllo del gesto tecnico, permettono un maggior numero di salti a seduta, ed ovviamente sono utilizzate più che altro nei periodi preparatori.

La tecnica analitica, come già accennato, è invece quella eseguita al di fuori del salto, tramite esercizi che ne riproducono alcune parti. Il lavoro analitico è fatto spesso in maniera molto lenta e statica, e questo gioca a favore del perfetto controllo dell’equilibrio del corpo con l’asta. Alcuni mezzi analitici sono sempre inseriti nell’allenamento di tecnica, sia come controllo che come richiamo del gesto motorio fine. Gli allenamenti di tecnica analitica si alternano, in genere, con quelli di tecnica vera e propria nei primi periodi della preparazione, altrimenti sempre con esercizi di andature e tecnica di corsa, corsa con asta e combinazioni con ginnastica attrezzistica.

Corsa e velocità

Sono questi altri due mezzi fondamentali per la costruzione di un saltatore di alto livello, utilizzati in modo differente ma sempre importanti durante lo sviluppo di un astista. Nelle categorie giovanili, sarà più che altro importante la costruzione di una buona tecnica di corsa generale, in modo tale da legarsi al meglio con una rincorsa con l’asta sicura. Lo sviluppo della velocità, e della conseguente e più specifica velocità con l’asta, entrerà successivamente e farà sì che l’atleta possa utilizzare aste più dure e più redditizie, quindi, dal punto di vista della risposta elastica. Tutto questo, sempre, al netto di un buon controllo della tecnica di corsa.

Gli obiettivi principali per la corsa di un saltatore sono essenzialmente due:

  1. Sviluppo della velocità di corsa (e di rincorsa con l’asta)
  2. Esecuzione di una corretta corsa e trasformazione in un’efficace corsa con l’asta

E’ chiaro, quindi, che la corsa avrà un ruolo preponderante durante tutta la carriera, sia pure con modalità ed intensità diverse a seconda dei vari anni, e anche dei vari cicli di programmazione. Mentre nelle categorie giovanili si tenderà a lavorare sulla corsa in maniera globale, con l’utilizzo di altre specialità (ostacoli, salti) per migliorare il ritmo, la frequenza e l’ampiezza, con il passare degli anni si tenderà ad attuare un modello più specifico al salto con l’asta. Ci sarà così possibilità di usare modalità di corsa con l’asta anche al di fuori delle pedane, ed esercitazione di corsa speciale, ovvero con mezzi e modalità differenti da quelli tradizionali.

La corsa con asta si usa spesso abbinata a lavori tecnici ed analitici, e oltre ad avere un effetto allenante, è soprattutto molto importante come controllo tecnico. Durante le varie tappe della carriera e delle programmazioni, anche questo lavoro può diventare sempre più intenso, arrivando ad un vero e proprio lavoro di velocità con asta. Qui, oltre che ad una perfetta tecnica di corsa e di trasporto dell’asta, si tende a dare grande importanza alla velocità lanciata con asta, parametro essenziale per un buon saltatore con l’asta evoluto.

Importante da definire è pure il concetto di corsa speciale. Esso è quel lavoro che utilizza l’ausilio di particolari strumenti (traini, sovraccarichi) o che si fa in ambienti particolari (spiaggia, salite, segatura). Attualmente si fa largo uso di questo mezzo di allenamento, sia pure con mezzi e modalità diverse a seconda dell’età e del periodo in cui ci si trova. La corsa sulla sabbia (alternata a lavori di andature, di balzi e di forza speciale) può essere proposta già dalle categorie giovanili, con l’obiettivo di un potenziamento globale e con particolare focus sull’articolazione tibio-tarsica. La corsa in salita può essere anch’essa abbinata ad andature e balzi, e sfrutta al meglio la forza di gravità come capacità condizionante. Si tratta di un lavoro già molto più veloce, che può essere proposto anche ai giovani, ovviamente con tutte le cautele del caso. Nelle categorie agonistiche si potranno infine svolgere lavori di velocità con traini e sovraccarichi vari, nonché lavori di corsa con piastre o bilancieri, che assumono anche un notevole significato tecnico. La piastra o il bilanciere, infatti, sono una perfetta imitazione del trasporto e della presentazione dell’asta, tenendo le braccia impegnate. Sono importanti anche per il controllo della tecnica di corsa in condizioni particolari.

La forza

Con la crescita dell’atleta crescono gradualmente anche i carichi dinamici sulla sua struttura ossea e muscolare. Ovviamente il lavoro di forza richiede delle esigenze maggiori da parte di quei gruppi muscolari che partecipano direttamente al salto. Tenendo in giusta considerazione l’importanza di questo fatto, durante il lavoro per l’incremento della forza muscolare, è soprattutto importante mirare al raggiungimento di un livello di preparazione fisica speciale, relazionabile anche con determinati parametri.

Nello sviluppo della forza, nelle categorie assolute c’è da considerare che il tempo dedicato allo sviluppo stesso è pari al tempo che occorre per la sua modificazione ai fini della performance, variabile a seconda della modalità, del carico e del volume di lavoro. Di conseguenza, per poter usufruire dell’effetto del nuovo potenziale, per atleti evoluti il volume maggiore di lavoro (compreso un eventuale microciclo di stress) dovrà essere eseguito non più tardi di 6-8 settimane prima delle gare. A livello giovanile, com’è ovvio, la forza sarà secondaria alle altre capacità, coordinative e condizionali. Si potranno tuttavia inserire circuiti di forza resistente a bassi carichi, esercizi a carico naturale ed esercitazioni specifiche di tecnica di sollevamento, che potranno tornare utili negli anni a venire. Le esercitazioni pliometriche (ne abbiamo già parlato per i balzi) hanno un notevole effetto condizionante sulla forza. Nelle categorie assolute, il concetto di forza assumerà invece un significato importante. In questo caso, per lo sviluppo della forza vengono usati vari metodi (carichi massimali, contrasto, etc.). Una volta raggiunto il livello pianificato di sviluppo delle qualità fisiche, assume una maggiore importanza la ginnastica attrezzistica, utilizzata soprattutto come mezzo per orientare la forza: tutto ciò permetterà una migliore assimilazione delle qualità di forza negli esercizi speciali e, soprattutto, nei salti.

La preparazione della forza veloce avviene invece eseguendo esercizi di salto e stacchi con un sovraccarico (es. passo saltellato con bilanciere) che ritroveremo anche nel potenziamento specifico, tali sono, spesso, le analogie tra i due mezzi di allenamento.

I balzi

Il concetto di balzi, nella sua letteratura, è di per sé molto ampio, ma accompagna sempre – in varie modalità – la carriera di un saltatore con l’asta, date le sue importanti qualità condizionanti. I balzi, in genere, tendono a risolvere due problemi: migliorano la funzionalità della preparazione e rafforzano tutto l’apparato locomotore e di sostegno. Anche qui, a seconda dell’età e del periodo di preparazione, si tendono ad usare ambienti diversi rispetto alla normale pedana, come sabbia e segatura, che permettono un volume di balzi maggiore per gli atleti evoluti, ed in genere una minore incidenza di traumi da sovraccarico. Sin dai primi anni, si dovrà dare particolare importanza all’esecuzione tecnica del gesto, mirata soprattutto ad un corretto appoggio e ad un adeguato controllo del corpo e del baricentro (nelle sue varie fasi.

Per quanto riguarda i balzi verticali, allo stesso modo si possono introdurre in modo progressivo negli anni, facendo ovviamente attenzione al corretto svolgimento dell’esercizio, soprattutto per ciò che concerne l’appoggio del piede a terra ed il suo percorso circolare in volo, ed in generale il controllo dei vari segmenti corporei interessati. Anche in questo caso si potranno utilizzare vari mezzi e terreni, così come sfruttare talvolta gli esercizi pliometrici come le cadute dall’alto per migliorare la componente elastico-reattiva.

Forza speciale e forza specifica

Forza speciale e forza specifica, al di là della loro accezione che può talvolta creare confusione, sono elementi fondamentali all’interno di una programmazione di un saltatore con l’asta, soprattutto nelle fasi più evolute della carriera.

Dando per buona la definizione di forza speciale come l’uso di differenti e svariati mezzi di allenamento che vanno a sviluppare la forza nei muscoli integrandosi con i lavori di potenziamento “classici”, c’è subito da dire quanto sia ampia la varietà di questi mezzi, e la possibilità di inserirli nei più disparati periodi della preparazione anche a seconda delle loro modalità, dell’intensità e dell’eventuale combinazione con altri metodi. Tali mezzi possono essere dunque i più vari (ginnastica, balzi, lanci vari, lavori con elastici, con traini, in salita, cinture e giubbotti pesanti ed altri piccoli sovraccarichi), e gli stessi obiettivi del potenziamento specifico possono essere vari, diversi a seconda del mezzo di allenamento a cui si affianca (nel caso di salite e traini, ad esempio, forza e velocità), e soprattutto delle parti del corpo usate. Nel caso dei lanci con la palla medica e con il peso, chiamati per convenzione policoncorrenza, oltre ai movimenti tipici del getto del peso si utilizzeranno anche e soprattutto molti tipi di lancio a due mani.

Per forza specifica, in questo caso, s’intende invece quella che prevede l’uso di vari mezzi per il potenziamento della muscolatura con le tensioni tipiche dell’esercizio di gara. I mezzi ed alcuni attrrezzi saranno così più vicini al gesto del salto con l’asta (aste appesantite, bastoni, etc.) e, nel caso della ginnastica, questa parte di potenziamento specifico è detto anche ginnastica-forza. Il nome dimostra l’estrema specificità di alcuni esercizi, che possono essere svolti anche alternativamente agli esercizi di ginnastica. In questo caso, si usano spesso attrezzi ginnici, e tutto è ovviamente molto silmilare al gesto del salto con l’asta. Tale strategia viene utilizzata durante quasi tutta la preparazione, soprattutto nei periodi Fondamentali, dove viene richiesto un consistente volume di lavoro.

Sia i lavori di forza specifica che di forza speciale assumono un significato particolare anche nel periodo Introduttivo, quando ad allenamenti aerobici si possono affiancare lavori con elastici o cavigliere, o semplici attività di potenziamento localizzato (arti superiori, arti inferiori, tronco). Questi lavori si differenziano da quelli di forza sia per la scarsa consistenza del carico, sia perché in questo caso si tende a lavorare sulle parti più deboli e sulle articolazioni invece che sui principali gruppi muscolari.

Gli elementi di ginnastica: corpo libero, sbarra, anelli, fune, parallele, trapezio

E’ questa forse la più grossa peculiarità che, nella sua crescita, va a contraddistinguere un saltatore con l’asta rispetto agli altri saltatori. Ad un astista è infatti richiesto, oltre che ad essere forte e veloce, di possedere una grande dote di acrobaticità e, più specificamente, una grande capacità dinamica di controllo del proprio corpo. Questo è ovviamente spiegato dalla marcata connotazione acrobatica della disciplina, e anche dalle stesse analogie che si presentano tra le varie discipline della ginnastica ed il salto con l’asta stesso.

La ginnastica inoltre, insieme alle esercitazioni di potenziamento specifico, può concorrere per i saltatori evoluti all’incremento generale della forza, e soprattutto serve ad orientare quest’ultima a beneficio del salto.

Tra i vari mezzi della ginnastica il corpo libero è, forse, l’elemento più usato, sia perché può essere utilizzato sin dalla categorie giovanili, sia combinato per i più grandi con lavori di potenziamento specifico, sia perché può essere propedeutico, e riscaldante, per la ginnastica con gli attrezzi. Nel corpo libero si utilizzano, in genere, movimenti tipici della ginnastica, in genere semplici, come capovolte, verticali, ruote, rondate e anche il salto-giro, avanti o indietro, e il flic-flac. Importanti sono le combinazioni tra questi ultimi esercizi. Tutto ciò è soprattutto importante per un ottimo controllo, sia statico che dinamico, del corpo, sempre in funzione del salto. Un’attenta valutazione va fatta sin da subito sulla posizione dei vari segmenti corporei, che devono essere sempre “in linea” e mai spezzati. Gli errori più comuni sono, ad esempio, piegare la gamba al ginocchio, perdere il bacino dietro, non aprire bene le spalle e non estendere i piedi. Questo, naturalmente, dipende anche dall’esercizio che ci si propone di fare. L’obiettivo non è comunque quello di svolgere esercizi di grande difficoltà, ma quello di fare bene esercizi relativamente semplici.

La sbarra è un altro elemento molto importante per le numerose analogie che presenta con alcune parti del salto con l’asta. Qui esistono sia esercizi generali che provengono direttamente dalla ginnastica, sia elementi più specifici che simulano in parte l’esecuzione del salto. Il criterio, in linea di massima, è sempre lo stesso: tenere in forte considerazione le linee del corpo durante l’esecuzione dell’esercizio. Gli esercizi più usati sono, in generale, quelli di verticalizzazione (raccolte, infilate), di rotazione (granvolte, sbalzo-appoggio) e speciali. Questo attrezzo può essere inserito già dalle categorie Cadetti/e con esercizi semplici di oscillazione e infilata, mirati soprattutto a sentire un adeguato controllo del corpo. Gli anelli presentano, al pari della sbarra, importanti analogie con il salto con l’asta. Sono, però, di più difficile esecuzione soprattutto per i più giovani. Si utilizzano quindi esercizi abbastanza semplici come oscillazioni, infilate e appoggi. Come sempre, è importante soprattutto la posizione dei segmenti corporei nelle oscillazioni e nelle infilate-appoggi. Le parallele rappresentano un esercizio più complementare dei precedenti, in quanto si allontana di più degli altri dalla specificità del gesto di salto. Sono però spesso utilizzate, in quanto possono rappresentare un utile supporto, soprattutto a livello condizionale per gli atleti evoluti. Sono infatti numerosi gli esercizi di potenziamento specifico alle parallele. Gli esercizi di oscillazione e verticale sono comunque utilizzati per il controllo delle linee del corpo. La fune non è un vero e proprio esercizio di ginnastica attrezzistica, ma può essere inserito tra questi per il forte impatto acrobatico e le molte analogie con alcune parti del salto con l’asta. L’esercizio più utilizzato alla fune è l’oscillazione-infilata, che ha molte similitudini con quella dell’asta. Questo può essere combinato anche con piccole rincorse di 2-4-6 passi, che fungono da ottima imitazione per il blocco presentazione-infilata ed hanno effetto allenante anche per la tecnica di stacco, anche imitando il gesto del salto con tanto di asticella e materasso. Si può inserire, con le dovute cautele, sin dalle categorie giovanili. Importante è anche la parte condizionale che è possibile svolgere a questo attrezzo (salite, infilate continue). Il trapezio, se disponibile in palestra, può essere infine un altro ottimo mezzo di allenamento per la ginnastica. Questo esercizio di origine circense, può essere considerato come una via di mezzo tra la sbarra e gli anelli. Infatti non è un attrezzo fisso come la sbarra, ma le mani non sono autonome come nel caso degli anelli: è quindi spiegata un’importante analogia con il salto con l’asta. Naturalmente, gli esercizi sono simili ai precedenti: oscillazioni (anche da rincorse di 2-4 passi), infilate e infilata-appoggio. Consigliato per i più grandi.

Tecnica della corsa

La tecnica di corsa è la parte più analitica e specifica del lavoro di corsa. L’obiettivo principale è quello di giungere ad un’ottima meccanica della corsa. In questo caso viene sviluppato, sia dinamicamente che, talvolta, a livello statico, un gesto globalmente coretto.

Globalmente perché bisogna porre notevole attenzione a tutti i segmenti corporei. Il tallone deve compiere un’azione circolare durante la corsa, aiutato dal piede in flesso-estensione. Questa sorta di circolo non dovrebbe oltrepassare di troppo il piano frontale del corpo, altrimenti si rischia uno sbilanciamento delle spalle in avanti, con conseguente arretramento del bacino.

E’ quindi chiaro che, in tutte le parti della tecnica di corsa, si tiene in particolare considerazione la posizione di questi segmenti corporei. Gli esercizi di tecnica di corsa accompagneranno la storia di un saltatore con l’asta: nelle categorie giovanili, assumeranno un significato più generale e saranno spesso comuni alle altre specialità praticate; con il passare degli anni, poi, saranno mirati più alla specialità intrapresa ed utilizzati con vari mezzi, come nella sabbia o in salita. In tal caso, pur assumendo un significato più condizionante, è sempre bene dare un occhio alla tecnica di esecuzione.

Tecnica dello stacco

Lo stacco nel salto con l’asta è, dal punto di vista della tecnica, meno importante della presentazione e del successivo caricamento dell’asta. Tuttavia, l’azione di stacco va eseguita in maniera tecnicamente corretta e, al pari della corsa, si fanno allenamenti specifici per il miglioramento del gesto. I parametri specifici insegnano che un buon astista deve essere anche un ottimo saltatore in lungo, non tanto per la capacità di ottenere un giusto angolo di stacco quanto, al netto di una buona presentazione, saper trasefrire al meglio la propria velocità di rincorsa. Gli allenamenti di tecnica di stacco sono spesso abbinati a quelli di tecnica di corsa, e nelle categorie giovanili saranno delle vere e proprie sedute di salto in lungo (ma anche alto e triplo). Si usano sia i classici esercizi in pista (passo saltellato, 1,3,5 passi e stacco), sia salto in lungo vero e proprio con rincorse fino a 12-14 passi. Importante è eseguire in maniera tecnicamente corretta lo stacco, con un’azione rotonda del piede di stacco e un perfetto slancio della gamba libera, ben flessa al ginocchio, con il bacino sempre molto avanzato.

Stretching, mobilità articolare e ginnastica posturale

Lavori preparatori e complementari rispetto a quelli sopraindicati, rivestono grande importanza sin dalle categorie giovanili. Flessibilità muscolare e mobilità articolare hanno grande importanza dal punto di vista della prevenzione degli infortuni, migliorano l’attivazione neuro-muscolare prima dell’allenamento ed in generale consentono all’atleta un gesto tecnico più redditizio, dando la possibilità di far lavorare i segmenti corporei con un angolo d’azione (ROM) più ampio. Nella specificità del salto con l’asta, inoltre, è fondamentale il lavoro di mobilità articolare per quanto riguarda il cingolo scapolo-omerale. Abbiamo già accennato all’importanza di avere spalle molto mobili, che consentono una migliore entrata dell’asta durante il salto. E’ chiaro che le spalle vadano curate anche dal punto di vista della mobilità, sia con esercizi generali che con esercitazioni più specifiche a seconda dell’età e dei periodi di preparazione. L’effetto desiderato è quello di dare alle spalle una buona mobilità, onde poter svolgere al meglio certe esercitazioni e per prevenire noiosi traumi. Per quanto riguarda il bacino, è evidente che esso è fondamentale nell’assetto della corsa e dello stacco, e una sua buona mobilità, unita ad un perfetto controllo dinamico, è fortemente raccomandata non solo nel salto con l’asta. Gli esercizi più utilizzati sono ovviamente quelli di stretching, sia attivo che passivo, nonché esercizi più dinamici come slanci e rotazioni ed andature specifiche con annessi questi movimenti. Molte esercitazioni di potenziamento specifico hanno come scopo secondario quello di migliorare la mobilità di alcune regioni del corpo. Comunque, gli attrezzi più usati per la mobilità sono ostacoli, elastici, bastoni e talvolta cavigliere. Queste ultime servono per dare più slancio all’arto durante gli esercizi dinamici.

Per quanto riguarda la ginnastica posturale, il discorso è un po’ più a parte. Il suo obiettivo, come si evince dalla parola, è quello di far mantenere al corpo un perfetto assetto ed equilibrio posturale, equilibrio che potrebbe essere rotto, ad esempio, dai forti carichi di lavoro. E’ quindi importante sia per la prevenzione che per il ripristino di eventuali traumi, soprattutto della colonna vertebrale. Si sa infatti che in un saltatore con l’asta, la parte forse più sollecitata è quella della schiena, con particolare riferimento alla zona lombo-sacrale; la ginnastica posturale serve quindi a mantenere una perfetta posizione ed a rendere mobile ed elastica questa zona in particolare. La ginnastica posturale è spesso abbinata ad esercizi di corpo libero o di potenziamento specifico.

Cross e giochi sportivi

Essi sono prerogativa delle categorie giovanili, ma anche di quelle assolute nei periodi preparatori, ed hanno come scopo principale quello di migliorare la resistenza e la capacità aerobica e anaerobico-lattacida dell’atleta. Il cross viene svolto, in genere, alla fine dell’allenamento, e può durare fino a 30’; è consigliabile un ritmo progressivo. E’ molto importante come lavoro di sintesi e di scarico dell’allenamento. I giochi sportivi possono essere i più disparati (calcio, basket, volley, tennis), e talvolta si possono usare anche all’inizio dell’allenamento. E’ chiaro che sono generalmente preferiti dall’atleta rispetto al cross, sia per motivi di divertimento che per motivi sociali. Per i più piccoli, inoltre, aumentano l’offerta sportiva multilaterale, e sviluppano alcune capacità cognitive che con le specialità dell’atletica restano un po’ in secondo piano. Inoltre sono molto più vari dal punto di vista della distribuzione dello sforzo. E’ comunque importante svolgere entrambi i lavori.

Alcuni parametri tecnici e condizionali nello sviluppo di un saltatore con l’asta

Lunghezza della rincorsa raccomandata a seconda dell’età e della categoria

Cadetti/e Allievi/e Junior Promesse Senior
Maschi 10-12 12-14 14-16 16-18 18-20
Femmine 10-12 12-14 14 16 16-18

Mezzi di allenamento e sviluppo a seconda dell’età e della categoria

Ragazzi/e Cadetti/e Allievi/e Junior Promesse Senior
Tecnica asta ***** ***** ***** **** *** ***
Velocità/Rapidità ** *** **** ***** ***** *****
Acrobatica ** *** ***** ***** **** ****
Coordinazione generale ***** **** *** ** * *
Resistenza generale ***** **** *** ** * *
Resistenza specifica * * ** *** **** ****
Forza generale * * ** *** **** *****
Forza speciale/specifica * * ** *** **** *****

IPOTESI DI PROGRAMMAZIONE PER OGNI CATEGORIA

Categorie promozionali (Esordienti – Ragazzi)

Qui solo un breve accenno visto che il salto con l’asta, data la sua complessità, non è ottemperato tra le prove previste nelle categorie promozionali. Tuttavia, la letteratura ci insegna che l’avviamento al salto con l’asta può essere effettuato ad un’età di 11-12 anni, vista anche la facilità di sviluppo delle capacità coordinative in questo periodo, con la conseguente miglior facilità di apprendimento del gesto tecnico globale. Il salto con l’asta, in questo periodo, dev’essere comunque proposto in forma ludica e come ulteriore integrazione allo sviluppo degli schemi motori di base e delle capacità coordinative generali e speciali. Così come il salto con l’asta dev’essere una delle tante specialità proposte al giovane atleta, che in questa sua fase deve imparare e conoscere tutte le specilità dell’atletica leggera. Nello specifico la zona di caduta del salto con l’asta, troppo alta e “impegnativa”, può tranquillamente essere sostituita con la buca del salto in lungo oppure con il materasso del salto in alto (con un apposito “fermo” per fare imbucare l’asta).

Questi gli obiettivi tecnici principali:

  • Corretto uso dell’impugnatura dell’asta e delle mani, cercando di non spostarle durante la corsa e soprattutto nella fase di volo
  • “Sentire” la fase di volo più lunga possibile
  • “Spingere” e non “tirare” l’attrezzo
  • Controllo del corpo durante la fase di volo

Esercitazioni proposte:

  1. Nella buca del salto in lungo, partire da un plinto e lasciarsi andare in avanti e più in lungo possibile, controllando la posizione delle mani e delle braccia
  2. Nella buca del salto in lungo, fare una piccola rincorsa libera e afferrare l’asta tenuta pronta dall’allenatore, spingerla e saltare in lungo con le stesse modalità dell’esercizio precedente.
  3. Nella buca del salto in lungo, fare una piccola rincorsa con l’asta già pronta (sopra la testa o sulla spalla) ed il tappo che tocca terra, spingerla e saltare in lungo con le stesse modalità dell’esercizio precedente.

Ipotesi di programmazione:

Non esiste in questo caso una vera e propria programmazione cui integrare le esercitazioni di salto con l’asta. In genere i ragazzi a questa età si allenano 2-3 volte a settimana, per cui è necessario settimanalmente stilare un programma in cui integrare tutte le specialità di atletica leggera con le indispensabili esercitazioni generali in cui sviluppare capacità coordinative e cognitive, senza ovviamente tralasciare la parte ludica e socializzante. Si potrebbe pensare di far provare il salto con l’asta una volta ogni 2 settimane, magari aumentando la frequenza durante la categoria Ragazzi/e.

Categoria Cadetti/e (14-15 anni)

In questa categoria il salto con l’asta entra tra le gare del calendario e si cominciano a fare le prime competizioni, che culminano a fine anno con il Criterium per Regioni. L’obiettivo principale deve restare quello del miglioramento della tecnica globale nel salto, da perseguirsi attraverso soprattutto il salto stesso, ma anche tramite qualche mezzo specifico (primi accenni di acrobatica e attrezzistica). Per quanto riguarda il mezzo specifico (salto) il terreno di allenamento diventa il materasso del salto con l’asta; l’evoluzione naturale (attrezzi permettendo) passa da un salto ad asta rigida a quello ad asta flessa, con tutte le interazioni tecniche del caso. L’avviamento ad un salto ad asta flessa, infatti, richiede grande attenzione sia da parte dell’atleta che da parte del tecnico. Grande importanza, infatti, cominciano a rivestire le parti tecniche della corsa con asta, della presentazione e del caricamento del alto con l’asta.

Obiettivi tecnici principali:

  • Apprendimento di un buon salto “globale” ad asta flessa, con particolare focus sulla correttezza della corsa, della presentazione e del caricamento dell’attrezzo
  • Primi rudimenti di acrobatica ed attrezzistica generale (sempre posti in forma ludica)
  • Miglioramento delle capacità tecniche della corsa e dello stacco, in funzione generale ma anche specifica del salto con l’asta
  • Miglioramento della condizione generale attraverso allenamenti multilaterali e con l’apporto di tante discipline dell’atletica.

Ipotesi di programmazione:

Cadetti

 

Categoria Allievi/e, 16-17 anni

A quest’età si comincia a fare sul serio. L’allargamento dell’offerta delle competizioni internazionali soprattutto negli ultimi anni (Mondiali Allievi, Giochi Olimpici Giovanili, EYOF) hanno mutato ultimamente molti degli obiettivi agonistici in questa categoria, andando purtroppo a scavalcare quello che dev’essere sempre l’obiettivo fondamentale: un ulteriore affinamento della tecnica. Tutto questo, purtroppo, a vantaggio di una ricerca della prestazione nel breve periodo, della preponderanza dello sviluppo delle capacità condizionali specifiche e della specializzazione troppo precoce. Obiettivi che rischiano di anticipare troppo il percorso globale di costruzione di un saltatore con l’asta, rischiando in fin dei conti di “bruciare” l’atleta in ottica lungo periodo.

Obiettivi tecnici principali:

  • Miglioramento di tutte le fasi del salto anche attraverso esercitazioni analitiche e specifiche; raggiungimento obiettivi tecnici prefissati
  • Miglioramento delle capacità condizionali attraverso un allenamento funzionale alla specialità, o attraverso discipline affini (es. gare di velocità, salto in lungo e triplo, ostacoli, prove multiple)
  • Prime esercitazioni specifiche di acrobatica ed attrezzistica (corpo libero, sbarra, anelli, parallele, volteggio, piccoli attrezzi)
  • Prime esercitazioni di forza generale

Ipotesi di programmazione:

Allievi

Categoria Juniores, 18-19 anni

E’ l’anticamera dell’atletica professionistica per i più bravi, ed in generale per tutti il periodo per scelte personali e tecniche ben definite. In questi anni, in base al proprio percorso, il salto con l’asta può diventare l’unica specialità praticata (al di là di qualche sortita sporadica in specilità affini, anche per inderogabili esigenze di società…) e di conseguenza la programmazione deve vertere in quest’unica direzione, con l’utilizzo di mezzi speciali e specifici sia nello sviluppo della tecnica di salto che nella crescità delle capacità condizionali.

Obiettivi tecnici principali:

  • Miglioramento e rafforzamento della tecnica globale di salto, soprattutto attraverso mezzi specifici; focus su obiettivi prestativi
  • Miglioramento delle capacità condizionali attraverso esercitazioni specifiche e ad intensità medio/alta.
  • Esercitazioni di acrobatica ed attrezzistica (attrezzi e imitazione delle varie fasi del salto) con elevato carattere specifico

Ipotesi di programmazione:

Junior

 

Categoria Promesse/Senior (oltre 20 anni)

In questo caso si ha di fornte un atleta fatto e finito. Se di alto livello, sarà un professionista e quindi potrà concentrarsi soprattutto sulla sua attività, oppure dovrà alternarla con studio e lavoro, un abbinamento ancora possibile soprattutto nella categoria Promesse. I carichi di lavoro, in questo caso, saranno crescenti soprattutto per ciò che concerne le capacità condizionali, visto anche l’ormai preponderante obiettivo di prestazione, così come per molti ci sarà la possibilità di “diluire” gli allenamenti in 8-9 sedute settimanali (con 2-3 giorni di sedute doppie). La tecnica dovrà comunque essere sempre tenuta sotto controllo attraverso esercitazioni specifiche, anche se d’ora in poi sarà difficile vedere o introdurre cambiamenti sostanziali nella meccanica del salto. Grande importanza sarà anche investita dalla gestione motivazionale e psicologica dell’atleta di alto livello, a cui dovranno essere sempre be chiari obiettivi e responsabilità, così come dovrà essere molto acccurata la programmazione degli eventi all’interno della stagine agonistica.

Obiettivi tecnici principali:

  • Miglioramento prestativo attraverso un controllo continuo della tecnica del salto
  • Migliormaento e mantenimento delle capacità condizionali attraverso allenamenti ad altà intensità e densità.
  • Miglioramento e mantenimento delle capacità acrobatiche attraverso esercitazioni specifiche
  • Programmazione per obiettivi specifici
  • Coaching/managing
  • Recupero fisiologico (soprattutto in età avanzata)

Ipotesi di programmazione:

Senior

Conclusioni

Questo lavoro vuol essere soprattutto una sintesi tra lungo il vissuto da atleta prima nelle categorie giovanili e poi tra i profesisonisti, e l’attuale relativo impegno da allenatore dei giovani con uno sguardo verso il futuro. L’obiettivo è quello di dare un contributo allo sviluppo e alla gestione della specialità in Italia, dove sono presenti attualmente tecnici ed atleti di qualità, quasi tutti molto favorevoli al reciproco interscambio di idee ed esperienze, con il comune obiettivo di crescere assieme e far cerscere di conseguenza la specialità. Il salto con l’asta è una specialità complessa ed in continua evoluzione, ed una fitta rete di informazioni tra allenatori è senza dubbio il terreno fertile per un’ulteriore evoluzione ed un definitivo salto di qualità nell’ambito del reclutamento, della tecnica e della programmazione a tutti i livelli.

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