Lavillenie a 6,16: è iniziata una nuova era per il salto con l’asta

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Chi, sin da bambino, è cresciuto con il mito di Sergey Bubka, stentava a credere quello che era successo. Lo Zar – l’uomo che con 35 record del mondo aveva portato il salto con l’asta ad una dimensione nuova e inavvicinabile – da oggi è quasi storia passata. Merito di un giovanotto francese non ancora 28enne, Renaud Lavillenie, che ha deciso di iscrivere con forza il proprio nome nella storia dello sport, saltando 6,16 al meeting Pole Vault Stars di Donetsk. Nella città e sotto gli occhi di Sergey Bubka, organizzatore dell’evento. Proprio lì, il grande campione ucraino aveva iscritto 21 anni fa uno dei suoi ultimi record saltando un 6,15 che – fino ad oggi – rappresentava la più alta misura mai raggiunta da un uomo nel salto con l’asta (il record del mondo all’aperto è di 6,14 sempre di Bubka). Ma il 6,16 di Renaud Lavillenie, vista anche la facilità con cui l’ha superato, apre nuove e suggestive prospettive nel mondo del salto con l’asta. Lo stesso Sergey Bubka, interpellato a caldo, si è detto molto felice di questo nuovo record, e sicuro che il francese possa arrivare molto più in alto.

Quello che impressiona di più di Renaud Lavillenie è soprattutto la sua atipicità. Di corporatura minuta (è alto 1,77 per 70 kg di peso) è assai differente dal classico di saltatore con l’asta alto e potente com’era Bubka. I suoi punti di forza, però, sono la grande velocità che riesce a sviluppare nei 20 passi della rincorsa, e soprattutto la leggerezza e la facilità con cui riesce a ricevere la spinta della sua asta. Rivelatosi per la prima volta nel 2009, dall’anno successivo ha vinto tutto tra Campionati Mondiali Indoor, Europei e Olimpiade. Dopo l’oro di Londra 2012 ha deciso che era il momento di cambiare, per cercare qualcosa di nuovo nel suo salto e nei suoi orizzonti. Dal suo vecchio allenatore – Damien Innocencio – è passato sotto la guida di Philippe D’Encausse, ex saltatore di alto livello e tecnico della federazione francese. Insieme hanno modificato la tecnica e l’approccio al salto. C’è voluto tempo per metabolizzare la nuova preparazione. Il 2013 è stato un anno di transizione, fatto di alti e bassi, soprattutto alla ricerca del “miglior controllo del salto” come da lui più volte dichiarato. La sconfitta ai Mondiali di Mosca per mano del tedesco Raphael Holdzeppe ha bruciato, ma è stata un ulteriore stimolo per entrare in una nuova dimensione. Già nell’autunno scorso si percepiva che qualcosa fosse cambiato: tutti i parametri fisici e tecnici erano migliorati, così come la grande facilità di utilizzare attrezzi più duri e performanti. Attualmente usa un’asta lunga 5,20 metri, che pesa più di 5 kg e che può sopportare il carico di un atleta di 90, con l’impugnatura della mano superiore a 5,15. Il primo risultato importante di Lavillenie è stato un 5,92 saltato in dicembre con solo 16 passi di rincorsa. Ma i veri acuti sono arrivati con il nuovo anno: 6,04 a Rouen il 25 gennaio, 6,08 a Bydgoszcz il 31 gennaio ed infine il 6,16 di Donetsk. Finita qui? Probabilmente no, visto che la stagione è iniziata da poco, e soprattutto l’ampio margine con cui ha stabilito il nuovo record del mondo. Per il salto con l’asta, e per l’atletica mondiale, è iniziata oggi una nuova era.

Leggi qui l’articolo in inglese: Lavillenie: a new era of pole vault has begun

Con Renaud Lavillenie nel 2013 (foto tratta dalla rivista AIPS)

Con Renaud Lavillenie nel 2013 (foto tratta dalla rivista AIPS)

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3 Responses to Lavillenie a 6,16: è iniziata una nuova era per il salto con l’asta

  1. Piero Rolfi scrive:

    Il punto di forza a detta di tutti è la velocità di Renaud, ma lo scorso anno a Talence ha fatto un decathlon correndo in 11.38 i 100 (7.18 di lungo). Sicuramente non è abituato a tenere la velocità per 100 m. e a partire dai blocchi (i 400 li ha corsi in 53″ quindi ha buona tenuta lattacida). Però mi sarei aspettato che fosse più veloce. tipo 10″5-10″6 sui 100

  2. andrea scrive:

    In effetti il suo punto di forza non è tanto la sua velocità “assoluta” (11″38 sui 100 è un tempo più che normale, anche al netto di una brutta partenza dai blocchi) quanto quella con l’asta. Uno studio tedesco fatto ai Mondiali di Berlino 2009 (quando non era ancora il Lavillenie di oggi) dimostra che riusciva a correre a 9,8 m/s gli ultimi 10 m di rincorsa: un parametro notevole, per un differenziale con l’asta/senz’asta incredibilmente basso! In una recente intervista, lo stesso Jean Galfione si è meravigliato di come Lavillenie abbia parametri assoluti “normali” ma, una volta presa l’asta in mano, diventi un atleta pazzesco!

  3. Piero scrive:

    non sono un esperto di questa specialità ma il suo fascino mi porta a cercare di capire i suoi segreti.
    Da quando è salito alla ribalta ho sempre cercato quali erano le sue potenzialità che a prima vista non riuscivo a vedere anche a colpa della struttura fisica modesta. Sarebbe da capire come faccia a correre più. forte con l’asta rispetto che senza.

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