Diario da Sochi 2014: Armin Zoeggeler, 20 anni di leggenda

Nella mia bella esperienza olimpica di Sochi 2014, ho avuto la fortuna di poter capitare in una giornata memorabile per l’Italia e per tutto lo sport mondiale. Armin Zoeggeler con il suo slittino ha ottenuto la sua sesta medaglia consecutiva in altrettante Olimpiadi invernali alle quali ha partecipato. Un privilegio poter assistere al suo ultimo capolavoro sportivo, e poter sentire le sue parole che mi hanno permesso di scrivere questo articolo, pubblicato anche (in inglese) sul sito dell’AIPS, l’Associazione Mondiale della Stampa Sportiva.

14 febbraio 1994, giorno di San Valentino. Come sempre accade, anche in quell’anno gli amanti si scambiarono regali e promesse d’amore. Bill Clinton era il presidente degli Stati Uniti e Kurt Cobain con i suoi Nirvana cantava ancora dal vivo Smells like Teen Spirit o Come as you are. Armin Zoeggeler aveva 20 anni, aveva da poco tagliato i capelli lunghi da rockstar per scegliere di fare il professionista e andare forte con la sua slitta. Quel giorno a Lillehammer, alle sue prime Olimpiadi in carriera, Zoeggeler vinse la medaglia di bronzo, cogliendo il primo alloro di quella che si sarebbe rivelata una carriera infinita.

Per il ragazzo venuto da Foiana, paesino di poche anime del profondo nord germanofono d’Italia, questi 20 anni sono trascorsi a velocità stratosferica tra curve paraboliche, rettilinei infiniti, lastre di ghiaccio e lame d’acciaio, allenamenti e ricognizioni. Ma soprattutto attraverso un filotto incredibile di successi: 6 medaglie consecutive in altrettante olimpiadi, nessuno come lui nella storia. Una storia che ebbe inizio proprio a Lillehammer 1994 quando Zoeggeler, carneade fino a quel momento poco titolato, finì dietro ai mostri sacri dell’epoca Georg Hackl e Markus Prock. Quattro anni dopo, a Nagano 1998, fu ancora il tedesco Hackl a prendersi l’oro ma Zoeggeler, secondo, si stava avvicinando a lui e sapeva che sarebbe presto arrivato il suo momento. Il momento arrivò, puntuale, a Salt Lake City 2002. Oro. Alle sue spalle, i rivali di sempre Hackl e Prock. Arrivò poi il 2006 con l’Olimpiade di casa a Torino, e fu per lui l’apoteosi: secondo oro consecutivo, quasi senza rivali. Il peso degli anni cominciò inseorabilmente a farsi sentire, arrivò anche qualche acciacco e nuovi grandi avversari, ma anche l’esperienza del campione consumato. A Vancouver 2010, Zoeggeler fu di nuovo in grado di salire sul podio alle spalle dell’astro nascente Felix Loch e dall’altro tedesco David Moller. Momento giusto per smettere? Nemmeno per sogno. Si va dritti a Sochi, con l’obiettivo di un’altra medaglia. Che arriva, puntuale, veloce e precisa come le sue discese. Bronzo, alle spalle del campione Loch e dell’altro vegliardo, il russo Dymchenko (per lui 7 partecipazioni alle Olimpiadi invernali, al secondo argento in carriera dopo quello di Torino 2006). Nel mezzo, decine di medaglie mondiali ed europee nello slittino singolo e anche in quello di coppia.

Una leggenda. Il cannibale, lo chiamano, ma a Zoeggeler questo soprannome non piace. E’ una persona gentile e dai modi calmi e misurati. Ama la velocità (da giovane possedeva una moto Kawasaki 600, poi ha deciso di andare forte solo sulle piste) ma anche la famiglia, la quiete della sua fattoria e le passeggiate in montagna. Nel lavoro è di una precisione meticolosa: 5 ore al giorno di allenamento tra discese, studio del mezzo e del ghiaccio, preparazione fisica e psicologica. Nulla può essere lasciato al caso. Ed i campioni non fanno nulla per caso. Nemmeno quando Zoeggeler, dopo la sua sesta medaglia consecutiva ad un’Olimpiade, ha lanciato la visiera del suo casco in un forte gesto di liberazione. Forse il primo della sua carriera. La storia è anche questo. Il campione, adesso, ha superato anche la sua slitta.

Qui l’articolo originale sul sito dell’AIPS: Armin Zoeggeler: 20 years of legend

Con Armin Zoeggeler a Sochi dopo la sua sesta medaglia

Con Armin Zoeggeler a Sochi dopo la sua sesta medaglia

(888)

Rispondi

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: