About a Boy

L’odore di gomma della pista. Il lontano rumore di un irrigatore ad accompagnare il cinguettio degli uccelli. Il sole delle 9 di un mattino di giugno ancora dolce e tiepido. Lui arriva, puntuale come sempre, a bordo della sua bici. Un rapido briefing, apro la mia cartellina verde “con il campo di calcio disegnato” e discutiamo il programma del giorno, mandato dal Sudafrica dal suo coach Ampie e concordato con noi punto per punto. Le gambe da passeggio lasciano il posto alle cheetahs, ed ecco che la pista si trasforma in un tappeto di fatica, di sacrifico, di sudore. C’è da costruire un sogno, centrare un obiettivo, e niente è regalato.

Questa è la mia fotografia di due estati speciali (2009 e 2010) trascorse assieme ad una persona speciale. Una persona che è stata capace di raggiungere i propri obiettivi, e di coronare i sogni suoi e di tant’altra gente. Anche di chi, come me, ci ha sempre creduto. Alla fine del 2010 le nostre strade si sono divise: lui ha accettato di spostarsi a Gemona, in Friuli, io ho deciso di non seguirlo perché avrei troppo stravolto la mia vita. Siamo rimasti amici, in contatto seppur più sporadico, ed ho gioito quando l’ho visto raggiungere i traguardi che sognava. Ho pianto in diretta tv quando è sceso in pista alle Olimpiadi di Londra. Un sogno che si avverava, ed una gioia per chi, come me, l’ha sempre supportato ed ha combattuto con lui senza se e senza ma.

Oggi, qualcosa è cambiato. C’è stata una tragedia. Una ragazza è rimasta uccisa. Era la sua fidanzata, e lui è il primo indiziato. Adesso, ci sarà da stabilire il come e il perché. Per noi, forse, questo perché resterà sempre un mistero, una domanda ossessiva che ci ripeteremo a lungo, una macchia nera sull’immagine e sulla vita di un ragazzo che ricordiamo positivo, gentile, sempre disponibile e cordiale con tutti. E mai e poi mai violento, almeno nel periodo in cui ho avuto il privilegio di stare al suo fianco. Un po’, è vero, ci siamo sentiti tutti traditi e ingannati, ma non è questo il punto.

Forse qualcosa era cambiato in lui, forse un germe di malessere si era annidato nel suo animo buono. Magari qualcuno doveva percepirlo e segnalarlo. Ma queste sono tutte supposizioni, frivole come le speculazioni plasmate ad arte su chi lo dipingeva violento, dopato (non ci sono ancora prove certe, per fortuna) e instabile, e che purtroppo hanno colpito anche me, ribaltando completamente certi miei pensieri e drogando il mio sgomento con una rabbia più profonda. E’ la stampa, bellezza! No, a tutto c’è un limite e d’ora in poi, salvo rare occasioni, tutti i miei pensieri li terrò per me, onde evitare speculazioni che possano infangare la sua e anche la mia immagine.

Adesso, ci penserà la Giustizia a fare il suo corso. Non resta che aspettare i fatti.

Solo un’ultima parola: sarò folle, sarò egoista, ma io a questo ragazzo voglio ancora un po’ di bene.

VERSIONE IN INGLESE / ENGLISH VERSION – AIPS WEBSITE

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One Response to About a Boy

  1. Luisa Baldiraghi ha detto:

    Solo un “po di bene” non mi sembra,sei pieno di “sentimento” “Manu sei fortunata”

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