Diario dall’Azerbaigian, la “Terra del Fuoco”

Baku (Azerbaigian). Tre settimane sono lunghe quando si è lontano da casa. Ma, soprattutto, quando non si è in vacanza. Ci sono tuttavia circostanze in cui la nostalgia di casa, degli affetti e delle consuetudini è in qualche modo alleviata da fattori positivi. E’ senza dubbio il mio caso, reduce da 21 giorni in Azerbaigian dove, con l’AIPS (Associazione della Stampa Sportiva Mondiale) abbiamo dato vita al progetto AIPS Young Reporters, una sorta di “Scuola di giornalismo sportivo” per aspiranti provenienti da ogni parte del mondo, in occasione dei Campionati Mondiali di Calcio Femminile Under 17.

Un'immagine notturna di Baku (foto Andrea Giannini)

Come detto, sono state tre settimane piacevoli, per tanti motivi. Primo: Baku è una città incantevole, pulita, sicura e ospitale. L’Azerbaigian (letteralmente “terra del fuoco”) è un territorio ricco di storia e natura. Gli Azeri, popolo fiero di etnia turca (cui sono legatissimi) hanno ben presto cancellato il loro ingombrante passato sovietico e, grazie alla ricchezza proveniente dal petrolio di cui hanno ingenti risorse, sono riusciti a costruire infrastrutture all’avanguardia e una società moderna, libera (per quanto riguarda i costumi) e decisamente avanzata. L’Azerbaigian ha la disponibilità e soprattutto la voglia di investire, anche e soprattutto nello sport. E’ il caso dei Campionati Mondiali Under 17 di Calcio Femminile (16 squadre) ma anche la candidatura per ospitare le Olimpiadi nel 2020. E in caso di insuccesso, riprovarci nel 2024. Nel bel mezzo, tanti importanti avenimenti culturali (come ad esempio EuroVision, festival del cinema europeo) ed anche il nostro “training” formativo, in cui 8 giovani dell’Azerbaigian si sono confrontati con 17 colleghi giovani giornalisti, e soprattutto formatori, provenienti da tutto il mondo. Passando dalle quattro chiacchiere con Sepp Blatter, deus-ex-machina della FIFA ed in questo caso gradito padrone di casa, con il Ministro dello Sport azero Azad Rahimov e di staff e giocatori dell’Inter, che si sono concessi ai microfoni dei giovani reporters prima e dopo la partita di Europa League Neftci Baku-Inter, finita con il successo di 3-1 per i nerazzurri. Una bella esperienza, non c’è dubbio, e senz’altro una bella copertina su una nazione, l’Azerbaigian, sconosciuta ai molti sulle carte geografiche ma con una gran voglia di fare e di far parlare (in bene) di sé.

Al prossimo viaggio!

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