Oscar Pistorius e le Olimpiadi: un sogno nato in Maremma

La vita è bella perché permette di affrontare di petto tante sfide: nello sport contro gli avversari, il cronometro o la fettuccia metrica, ma anche tutti i giorni contro pregiudizi, ignoranza e luoghi comuni.

La grande vittora di Oscar Pistorius – che alle Olimpiadi di Londra correrà sia i 400 metri che la staffetta 4×400 metri con la maglia del Sudafrica – rappresenta il sunto di tutto questo, di un pugno di anni passati a sudare nei campi ma anche a combattere nelle aule dei tribunali contro chi considerava (e c’è chi lo fa tuttora) un ragazzo che aveva solo voglia di correre e di confrontarsi con gli avversari, come un mostro a sette teste che avrebbe sconquassato il pacifico (ma anche terribilmente conservatore e noioso) arengo dell’atletica internazionale.

Con Oscar Pistorius in allenamento al Campo “Bruno Zauli” di Grosseto

Era il maggio del 2008 e una sentenza del Tas di Losanna dette finalmente la possibilità a Oscar Pistorius di correre in tutte le gare internazionali, Olimpiadi comprese. Pechino era troppo vicina perpensare di raggiungere lo standard di qualficazione, per cui ci sedemmo a un tavolo e decidemmo di preparare al meglio il quadriennio successivo, puntando su Londra: due anni di “costruzione”, puntando tanto sugli allenamenti in pista ed in palestra, altri due di “prestazione”, dove si sarebbero privilegiate le gare per confrontarsi con i migliori atleti internazionali. E la vera è propria “costruzione” è avvenuta in Maremma, sulla pista del campo scuola “Bruno Zauli” di Grosseto, nelle estati 2009 e 2010. Ore e ore passate in pista, altrettante nell’adiacente palestra con un lavoro di forza costruito appositamente per le sue esigenze, altre ancora sotto le sapienti mani di Francesco Ambrogi e Sebastiano Zuppardo: un sogno si costruisce anche in squadra. Un sogno che adesso, come nelle più belle storie, è diventato realtà.

Poco importa se adesso Oscar è diventato grande, se non brucia più la pista del Campo Zauli ma si esibisce solo nei più importanti anelli del mondo. Lui è stato qui, qui è cresciuto e soprattutto, come ha sempre fatto nella sua vita, non dimentica da dov’è venuto, e da dov’è passato. Saremo con lui a Londra, e nelle altre grandi sfide che affronterà in futuro.

Forza Oscar!

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