“Gobbi come i Pirenei”: il primo libro di Otello Marcacci

Parlare di un libro scritto da un amico è sempre arduo, perché si viene coinvolti emotivamente fino al midollo, rischiando perciò di diventare troppo “parziali”. Tuttavia “Gobbi come i Pirenei”, opera prima di Otello Marcacci, è un piccolo capolavoro, nonché l’invito perfetto ad essere parziali, tifosi e anche un po’ faziosi, in barba all’amicizia e all’affetto che mi lega allo scrittore.

“Gobbi come i Pirenei” è appunto una metafora perfetta della vita, raccontata con gli occhi di uno sportivo vero, che suda sui pedali come nella realtà quotidiana intrisa dal timore di non farcela, di piccoli fallimenti ma altrettante e più importanti rivincite personali.

Non è la storia autocelebrativa di un campione fine a se stesso, ma anzi un invito a come anche un “mediocre” (come si autodefinisce – ovviamente sbagliando – il protagonista del libro) può trovare la “sua” eccellenza, e non per forza quella fatta di fama, gloria e soldi. Una storia d’amore, ironia, ciclismo, anarchia – come recita il sottotitolo – parole che rimbombano tra le pagine fino a formare un melange di emozioni ed intriganti colpi di scena. Un libro che stupisce, dal primo all’ultimo foglio, senza mai raccontare lo scontato o lasciarsi andare in in facili sceneggiature alla melassa.

Lo sport è bello perché, al di là di classifiche, tempi e misure, nasconde mille storie da raccontare. Alcune possono anche apparire banali, ma molte invece tracciano strade assai significative, e raccontano storie appassionanti ed assai attinenti alla difficile realtà che ci circonda. Nel libro di Otello Marcacci, di cui sorprende la facilità di scrittura, asciutta ma anche forte e colorita come si conviene a un maremmano vero, c’è molto di autobiografico, ma altrettanto ognuno di noi può immedesimarsi in molte piccole sfaccettaure della storia. Come il sottoscritto, “gregario” dell’atletica mondiale. E in fondo, chi non ha mai pensato di fare delle proprie sconfitte sportive un monumento alla propria mediocrità? Chi conosce lo sport vero, sa che è così. Così come gli stimoli per poter ripartire, verso traguardi insperati di sport e di vita, si possono trovare ovunque. Basta in fondo rialzarsi sui pedali, e ripartire. Magari con la musica di Jim Croce.

“Gobbi come i Pirenei” è edito da Neo Edizioni

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