Io corro (piano) per la Fondazione De Marchi

Smaltita la fatica per l’organizzazione di una bellissima Scarpa d’Oro Half Marathon, e di un successivo viaggio di lavoro in Corea del Sud, restava (e resta) da smaltire un’ultima cosa: la pancetta. Quale modo migliore, allora, che non farsi una bella corsetta? Magari di 10 km, che poi diventano 13 e poi ancora 14 strada facendo? E perché, a questa bella corsetta, non abbinare anche una buona azione? Beh, grazie alla Fondazione De Marchi e alla Milano City Marathon, tutto questo è diventato possibile.

Questa bella storia nasce nel dicembre scorso, prima di Natale, quando ad una cena dei mitici “Podisti da Marte” (e anche su di loro ci sarebbe da scrivere un intero capitolo su tutte le cose belle che fanno), Manuela ed io ci troviamo accanto un tipo elegante e distinto…”il solito milanese” ho subito pensato io con la mia linguaccia toscana. E invece, sotto la giacca e la cravatta d’ordinanza, viene fuori una spontanea simpatia e soprattutto una gran voglia di fare qualcosa di bello. E poi non è di Milano, ma di Monza. Francesco, da quel giorno, è diventato un nostro grande amico così come Lorenza, la sua bella moglie sempre sorridente. La loro “missione” si chiama Fondazione De Marchi, una Onlus che si occupa della lotta contro i tumori e le emopatie infantili, garantendo assistenza ai bambini ed alle loro famiglie, finanziando la ricerca e l’acquisto di macchinari ed apparecchiature sempre più sofisticate.

Lorenza e Francesco mi hanno chiesto di essere il testimonial della Fondazione. Ho detto sì senza pensarci, anche se sono consapevole di non essere un personaggio di fama mondiale che richiama attenzione, e finanziamenti. Però, in assenza di meglio, ho accentato con grande entusiasmo, e con la consapevolezza di poter contribuire, anche in minima parte, a fare qualcosa di buono.

E allora, si comincia! Primo appuntamento, 10 aprile 2011, con la Staffetta Charity della Milano City Marathon. L’avevo fatta anche lo scorso anno, quando c’erano tre frazioni da 10 km e l’ultima da 12,195, e mi ero divertito a fare la prima nel mio tempo-record di 49’. Anche quest’anno mi è toccata la prima, ma purtroppo la distanza era salita a 13,5 km…e inoltre sono molto meno allenato dell’anno prima…ma vabbè che importa in qualche modo si fa lo stesso!

Prima della partenza della Charity Relay della Milano City Marathon 2011

Mi presento alla partenza con il mio solito kit da anti-atleta: calzoncino da basket, calzino invernale griffato Scarpa d’Oro Half Marathon, scarpe vecchie ed allacciate male e cronometro, con cui prendo di solito i tempi ai miei atleti, rigorosamente in mano. Mi salva in parte la maglia tecnica della Fondazione. Dopo aver salutato gli amici della Fondazione De Marchi – Francesco correrà la maratona – mi avvio verso la partenza. Anzi, mi godo la partenza dei maratoneti, che scattano 10 minuti prima di noi: è sempre un bello spettacolo! Finalmente, poi, tocca agli oltre 1200 primi frazionisti delle Charity Relays. Tra questi scorgo Vittorio Nava, vicedirettore di Runner’s World Italia ma non per questo corridore da alte performances…per cui ci accordiamo subito di fare assieme i nostri 13,5 km, ovviamente ad andatura turistica.

Pronti via e la folla colorata degli staffettisti si mette in moto. Vittorio ed io siamo nel “cul de sac” del gruppo assieme al mitico Alessandro Troncon, grande ex mediano di mischia e adesso assistente allenatore della Nazionale Italiana di Rugby, impegnato quest’oggi a sudare per Laureus. Diventerà ben presto il nostro “prezioso” punto di riferimento. Nel frattempo, il ritmo è decisamente vacanziero – 6’00”/km o poco meno – e noi approfittiamo per chiacchierare di tutto, salutare un po’ di amici lungo il percorso, e goderci il sole di una giornata decisamente estiva. Passano i km e noi, da vecchi volponi delle tapasciate, cominciamo a superare tanti concorrenti che erano partiti un po’ troppo baldanzosi. Mi sento bene, e con i residui di trance agonistica che mi sono rimasti a distanza di anni, decido di accelerare un po’ l’andatura. Vittorio mi segue per un po’, e poi si sfila, con eleganza. Lo aspetterò al cambio della frazione. La mia progressione è efficace ed imperiosa. La mia corsa, decisamente poco economica, con le ginocchia alte rimasugli dei tanti esercizi tecnici da saltatore. Al 12° km supero Francesco, partito prima con i maratoneti, e ne constato le buone condizioni: ce la farà a finire la maratona! Io arrivo veloce ai 13 km, all’inizio di via Caprilli, zona San Siro. “Manca poco” penso, ed accelero ancora. Ed ecco qui il trappolone, il supercazzolone creato ad arte: la frazione non è di 13,5 km, ma di 14,2! Gli ultimi 700 metri, gentile omaggio dell’MCM, me li faccio con il pessimo sapore di acido lattico nelle gambe e nella bocca, e con lo sguardo annebbiato cerco il mio secondo frazionista. Lo trovo, e mi dice “cavolo, ormai non ti aspettavo più!”. Non ho la forza di mandarlo a quel paese (scherzo, naturalmente) e guardo il mio tempo: 1h16’. Non male per un ex-saltatore con l’asta. E soprattutto, non male per la Fondazione De Marchi. Io sono felice, speriamo tanti altri come me.

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