Ha vinto Pistorius, ha vinto l’Atletica

fotooscarpartenzagiallaFare il minimo per le Olimpiadi è sempre un’impresa. Impegnarsi per farlo è la motivazione, ed il diritto sacrosanto di un atleta. Oscar Pistorius, adesso, ci può provare. Non sappiamo se ce la farà, ma almeno può finalmente perseguire il suo obiettivo. Ci sono voluti due bravi avvocati (Marco Consonni e Bruno Gattai) per spiegare che avere un paio di cheetas ai piedi non equivale ad essere un mostro od un impostore. Non significa seguire i sogni artificiali del doping o di altre scorciatoie. E’ un bisogno fondamentale per tenersi in piedi, per camminare e per correre più forte, dietro una vita di ragazzo normale nei suoi sogni di ventenne, ma speciale per qualità fisiche e morali. Oscar la sua battaglia l’ha vinta. E noi, che l’abbiamo sempre supportato (vedi articolo del 29 gennaio) gioiamo con lui.

Olimpiadi o meno, è anche l’atletica che vince. Quella del confronto vero, quando è dettato dalla necessità e non dalla furbizia. Per ché l’atletica, come del resto lo sport, è anche un fatto culturale, in cui le barriere di tempi e misure sono un fatto personale, e non di impedimento nei confronti dell’avversario.

Ha perso l’atletica vecchia, delle élites, dei burocrati a cui lo status quo di disciplina obsoleta sta bene per salvare le loro altrettanto obsolete poltrone. Dei tecnici e degli pseudo-tecnici, nel senso puramente cinico del termine, abituati a pesare la verità con il dinamometro. No, loro non ci sono mai stati in pista. Non hanno mai sentito la sensazione dell’acido lattico che ti pervade i muscoli e che ti annebbia la mente. Non sono mai tornati a casa stanchi ma consapevoli di aver messo un altro mattone nella costruzione di un sogno. Com’è facile poter giudicare tra la polvere di vecchie scrivanie, incollati alle poltrone per paura che qualcuno possa rubarle…

Non voglio aggiungere altro. Solo le belle parole che Oscar ha scritto davanti a noi (naturalmente in lingua originale) e che tradotte sono state pubblicate lunedì scorso ne “La Gazzetta dello Sport”:

Firstly, I would just like to say thank you for all the support, the e-mails and phone calls of encouragement over the past five months. It was a long and difficult time, but with your support, it made it bearable.

Yesterday was probably the best day of my life! The relief and overwhelming joy was something that I will never forget! It is something that I have been hoping for many months and it felt unreal.

I’m happy now that, not only can I have the opportunity to run in able-bodied athletics meets again and compete on a level that I train hard to, but that disabled people and amputees won’t get discriminated against with claims that these prosthetic legs, which they can walk with give them an advantage.

I’m extremely happy that they can be complimented on their ability rather than be judged as having an advantage.

In my opinion it’s a great day for sport, and I thank you for this ”

Kind regards,

Oscar Pistorius

fotomeoscararena

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