Quando la preparazione è “atletica”

– Differenze e analogie tra “la regina degli sport” e “lo sport più bello del mondo” –

Avere la fortuna di poter fare due mestieri bellissimi quanto complicati (da un lato il giornalista sportivo, dall’altro l’allenatore ed il preparatore atletico) mi dà la possibilità, su queste pagine, di poter illustrare qual è il mio concetto personale, e naturalmente di preparazione atletica. Il senso del termine è semplice, ovvero preparazione atletica può significare “tutti i mezzi e le metodologie atte a migliorare l’aspetto condizionale e coordinativo dell’atleta”, o ancora più semplicemente “tutto quanto può migliorare la condizione fisica dello sportivo”.

Arrivando da un’esperienza ventennale di agonista nell’atletica leggera, il mondo del calcio mi è sembrato sin dall’inizio assai diverso, ma pur ricco di analogie. Se da un lato (nell’atletica) si dà grande risalto alla tecnica individuale delle varie specialità, nel calcio prevale la tattica o la strategia di squadra. Ma in entrambe le discipline sportive, c’è bisogno di una programmazione mirata ed accurata, al fine di migliorare il più possibile la prestazione fisica.

Se da una parte, nell’atletica leggera, gli impegni agonistici ricadono durante la stagione estiva (da maggio a settembre) e talvolta anche in quella invernale (febbraio), il calcio consta di impegni settimanali (e talvolta anche infrasettimanali) dal mese di agosto al mese di maggio. Il che significa 10 mesi circa di appuntamenti ininterrotti. Chiaro che, rispetto all’atletica leggera, la ciclizzazione del lavoro dev’essere molto diversa. Se mentre nell’atletica vari periodi di allenamento, vista la lontananza dell’evento, possono essere “spalmati” in un periodo di 6-9 mesi, questo nel calcio è impossibile che accada, dato il frequente succedersi degli eventi agonistici. Naturalmente, fa eccezione il cosiddetto periodo di “preparazione” (luglio-agosto).

La preparazione atletica nel calcio, a mio avviso, possiede grandi margini di miglioramento. Le metodologie sono sempre le stesse, o poco sfruttate. Gli esercizi sono troppo specifici, quindi spesso e volentieri il lavoro tecnico va a superare quello condizionale. Secondo il mio modesto parere, la preparazione atletica nel calcio dev’essere nella maggior parte dei casi aspecifica: ovvero, i lavori con la palla lasciamoli a tecnici di calcio, e concentriamoci unicamente sull’aspetto condizionale.

In ogni caso, le capacità condizionali nel calcio si devono stimolare, e migliorare, con l’aiuto di mezzi classici: la forza attraverso i lavori con i sovraccarichi (pesi) o la pliometria (balzi), la resistenza attraverso lavori aerobici o anaerobico-lattacidi, la velocità attraverso l’incremento della forza stessa (da un lato), ma anche attraverso il miglioramento della tecnica e della meccanica di corsa.

Su quest’ultimo aspetto vale la pena soffermarsi. A mio avviso, la tecnica e la meccanica di corsa sono fondamentali per il miglioramento della velocità (ma non solo) del calciatore. Attualmente, sono pochissimi i preparatori atletici che vantano un percorso importante nell’atletica leggera. Loro hanno, con tutta probabilità, un imprinting ben preciso per quanto riguarda questa capacità coordinativa specifica, ma gli altri? Eppure, molti si vedono spesso baldanzosi a correre in cima al gruppo dei calciatori (come se questi ultimi fossero così “somari” da non saper riscaldarsi da soli…), mentre da altri punti di vista, forse, difettano un po’. In sostanza: la preparazione atletica nel calcio deve essere consapevole (da parte del calciatore) ed aspecifica (da parte del preparatore atletico.

So benissimo che questo breve articolo aprirà un lungo dibattito, con molte difformità di vedute. Credo fermamente che ce ne sia il bisogno. Anch’io, quando nel 2001 mi sono avvicinato al mondo del calcio, di calcio ne sapevo ben poco, se non per il fatto di essere tifoso. L’importante è fare sempre qualche piccolo passo in avanti, in ogni direzione. L’atletica ha bisogno del calcio per vivere, ma anche il calcio ha bisogno dell’atletica per migliorare.

ESEMPIO SCHEMATICO DI CICLO SETTIMANALE IN UNA SQUADRA DI CALCIO

Martedì
Riscaldamento
Lavoro tecnico-tattico con l’allenatore
Potenza aerobica I: 8′ interval-training (2′ 20″ lenti – 20″ veloci, 2′ 15″15″, 2’10″10″, 2’13”-7″)
Lavoro tecnico-tattico con l’allenatore
Potenza aerobica II: 8′ interval-training (2′ 20″ lenti – 20″ veloci, 2′ 15″15″, 2’10″10″, 2’13”-7″)

Mercoledì
Riscaldamento
Lavoro tecnico tattico con l’allenatore
Forza: 6 ½ squat con sovraccarico + 6 balzi sulla panca + 6 balzi fra hs (0,60) + scatto da ripetere 6 volte, recupero 2′ tra le serie
Lavoro tecnico-tattico con l’allenatore

Giovedì
Riscaldamento
Lavoro tecnico.tattico con l’allenatore
Potenza lattacida: 2x6x40m navette su distanze varie (5-10-15m)
Eventuale partitella

Venerdì
Riscaldamento
Lavoro tecnico-tattico con l’allenatore
Esercizi di rapidità (max 20 prove varie su distanza massima di 10m)

Domenica
Partita

(1047)

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